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Berlusconi: El Shaarawy resta, Pato tornerà. No a Balotelli. Non uso il Milan per fare politica…

BERLUSCONI MILAN – Silvio Berlusconi è intervenuto ad Antenna 3 durante la trasmissione Lunedì di Rigore.

Su El Shaarawy: “E diventato un simbolo del Milan. Garantisco nella maniera più assoluta che non partirà. Vogliamo che diventi come i vari Maldini e Baresi, dunque una parte integrante della storia rossonera“.

Sui tifosi delusi: “La folla non ha razionalità e moralità E’ attratta da situazioni contingenti. Ricordo la scritta ‘Berlusconi tira fuori i milioni o vai fuori dai coglioni’. Invito tutti i tifosi ad andare allo stadio. Questo non è un momenti di crisi, ma di ricostruzione. Sono andati via giocatori importanti e abbiamo deciso di ripartire dai giovani senza fare acquisti esosi. Vogliamo tornare protagonisti in Italia, in Europa e nel mondo. Bisogna avere 2-3 anni di pazienza. Stiamo seguendo 100 giovani atleti tra i 16 e i 22 anni. Pensiamo che questa sia la direzione migliore. Anche questi giovani costano, ma non sono soldi paragonabili a quelli spesi per campioni affermati. Vogliamo perseguire questo progetto“.

Su una candidatura di Gattuso: “Nessun giocatore del Milan si candiderà in politica con il Pdl“.

Sul Milan che immagina oggi: “Un Milan vincente, che deve scendere in campo per comandare il giuoco. Un Milan che rispetti gli avversari e sia da esempio. La missione è essere protagonisti e vincere. In questi tempi di crisi economica bisogna avere pazienza. La linea di puntare sui giovani crediamo sia quella giusta“.

Poi inizia a parlare di politica e non sappiamo il motivo, onestamente. Non è una novità comunque…

Sulle sue bugie ai tifosi del Milan in riferimento alla vicenda Thiago-Ibra: “Non dico bugie. Sono una persona sincera. Quando parlai della loro non cessione la situazione era diversa. Quando arrivò l’offerta del Psg abbiamo fatto una valutazione economica considerando i benefici che ne avrebbe avuto il bilancio. Non pensavo che un soggetto potesse offrire certe cifre. A dire il vero non abbiamo avuto grandi critiche sulle scelte di mercato. Non abbiamo individuato giocatori che avrebbero fatto al nostro caso. Nessun giocatore ci è sfuggito in particolare“.

Su Balotelli: “Nel Milan è importante l’aspetto umano della persona. Se mette una mela marcia nello spogliatoio, infetta tutti gli altri. E’ una persona che non vorrei nello spogliatoio del Milan“.

Su Tevez: “Non ho mai cambiato idea su di lui. Galliani sperava che la cambiassi, ma non c’erano le condizioni“.

Sulla figlia Barbara e  Guardiola: “Non so se Barbara sarà presidente del Milan, non so se sarà interessata in futuro a questa opportunità. Mi farebbe piacere. Guardiola ho sempre desiderato di portarlo al Milan, perchè mi piaceva il gioco del Barcellona. Mi ha detto che ammirava il Milan e anche me, però non abbiamo granchè chance visto che a lui si sono interessati club più ricchi. Le percentuali di un suo arrivo sono basse“.

Sulla vicenda Kakà: “Mi ero illuso di poterlo tenere“.

Sulla sua presenza a Milanello con scopo politico: “Smentisco nella maniera più assoluta. Non utilizzo il Milan per ottenere consenso politico. Voglio stare vicino al Milan, ma se vincerò le elezioni sarà più difficile che ciò avvenga“. E riparte a parlare di politica…

Sulla mancata cessione di Pato al Psg: “A Pato voglio bene umanamente. Ha voluto tornare in Brasile. Un anno fa per me era incedibile. Ritenevo che lui fosse il numero uno del Milan. Un campione su cui puntare sul futuro. Ma i molti infortuni hanno minato la situazione e il suo rapporto con l’establishment di Milanello. L’accordo è che torni tra due anni, me lo ha detto lui personalmente“.

Sulla sua proposta di un campionato europeo per club: “Ho fatto tante proposte che sono state respinte. Se a San Siro arrivassero club blasonati l’interesse per le partite sarebbero diverso“.

Su Pirlo: “E’ una ferita aperta nel cuore dei rossoneri. Nell’ultimo anno non era in sintonia con l’ambiente e l’allenatore. Mi dispiaccio tutte le volte che lo vedo giocare nella Juventus. E’ migliorato ulteriormente e ciò mi crea dolore. Sono rimasto suo amico e ci abbracciamo tutte le volte“.

Sul suo silenzio su Calciopoli: “Ritenevo di non dovermi esprimere. Lo sconforto dei tifosi diceva già tutto“. Riparte con la politica…

Sui prossimi acquisti del Milan: “Per il momento non ci sono nomi e trattative”. Poi incalzato da Ravezzani svela: “Abbiamo tre giovani nel mirino, ma non sappiamo se potremo prenderli. Un italiano e due giovani. L’italiano gioca in Italia“.

Su Allegri, il suo desiderio di esonerarlo e le possibilità che ha di allenare il Milan in futuro: “Passiamo alla prossima domanda“.

Il pallone d’oro dei suoi 26 anni di presidenza del Milan: “Van Basten, ma lo avrebbero meritato anche BAresi e Maldini”.

Su Sneijder: “Ha 28 anni e non rientra nei piani del Milan”.

Sugli arbitri: “Il loro operato è discutibile. Ma è difficile non fare errori. Sono giovani e possono migliorare”.

Sugli alimenti da 3 milioni mensili che deve corrispondere alla ex moglie Veronica Lario: “I tifosi pensano che sottrarranno risorse al Milan? Hanno ragione (ride, ndr)”.

Sulla crisi del calcio milanese: “Il calcio è fatto di cicli. Milan e Inter vogliono sempre essere protagoniste, questo è importante. Io e Moratti non vogliamo rinunciare alle nostre società calcistiche”.