MILAN SCONCERTI – Editoriale piccante sul Corriere della Sera da parte di Mario Sconcerti, giornalista che si schiera contro il ritorno di Kakà: “Il Milan in undici partite ha fatto 23 punti, una piccola media scudetto, 4 più della Juve, 8 più dell’Inter, 2 più del Napoli. Ha una coppia di attaccanti che ha segnato 24 gol (Pazzini-El Shaarawy), nessuno in Italia ha fatto come loro, ma solo di attaccanti nuovi si sente parlare. Il problema è che il Milan non cerca un quadro tecnico naturale, una struttura che assomigli a una squadra. È costretto a inseguire il sogno del suo passato. Non un vero grande giocatore, ma uno che ne evochi l’illusione. Non c’è niente di male, ma nemmeno molto di ragionevole. Il Milan adesso è tornato una squadra, si è faticosamente ricostruito. Da molte settimane è la squadra migliore del campionato. Allegri è riuscito cioè in qualcosa che a ottobre sembrava irrealizzabile. Vale la pena ricominciare con il non detto, con la finta della grandezza, come rilanciare un primo amore a sessant’anni dimenticando l’esotico e il patetico dell’operazione? Galliani dice che il Milan ha perso quindicimila persone allo stadio da quando non c’è più Kakà. Se questo è vero, l’operazione nostalgia ha un senso. Ma fino a quando? Fino al prossimo giugno? Si passa da un rilancio di Beckham al ripescaggio di Kakà: proprio non esiste più niente di buono e di attuale che il Milan può fare? Bisogna per forza aspettare gli scarti degli altri? Eppure nel frattempo la realtà dice che qualcosa di reale nel Milan c’è. Non immenso, non decisivo, ma qualcosa si sta muovendo dentro il ghiaccio di un tempo. Il Milan decide cioè di disfarsi di se stesso nel suo momento povero migliore. Conviene se non altro dargli il buona fortuna“.

La redazione di Milanlive.it