MILAN NIANG – Era il 27 agosto 2012 quando il Milan, dopo alcuni giorni di trattativa, comunicava ufficialmente l’acquisto a titolo definitivo di M’Baye Niang dal Caen per circa 2.5 milioni di euro.
Un attaccante classe 1994 che in Francia veniva paragonato a Thierry Henry e che aveva esordito nella prima squadra del Caen a soli 16 anni. Secondo molti un talento, ma che i tifosi rossoneri non conoscevano affatto.

Il 10 settembre Niang viene fermato senza patente, della quale è sprovveduto poichè minorenne, alla guida della vettura del compagno Bakaye Traorè. Il francesino compie compie così una prima bravata.
L’8 novembre la Commissione disciplinare della Federcalcio francese sospende lui ed altri compagni dalla nazionale fino al 31 dicembre 2013, dopo che ad ottobre avevano lasciato il ritiro dell’Under 21 per recarsi in discoteca tornando all’alba.
Si inizia a vociferare che il Milan a gennaio si sbarazzerà di Niang perché il suo comportamento non è tollerabile. Adriano Galliani lo chiama a rapporto e gli tira le orecchie. Alla stampa dichiara che il ragazzo è incedibile e che deve soltanto cambiare stile di vita fuori dal campo, perché in allenamento fa già grandi cose.

Niang sembra aver imparato la lezione e da allora non commette più errori. Lavora sodo per farsi trovare pronto da Massimiliano Allegri. Gioca pochissimi minuti fino alla partita di Coppa Italia contro la Reggina del 13 dicembre, in cui disputa 37 minuti e mette a segno la prima rete con la maglia rossonera.
Il tecnico livornese comincia a capire di avere tra le mani in talento ancora grezzo, ma dal notevole potenziale e a Genova contro la Sampdoria decide di schierarlo titolare (siamo al 13 gennaio 2013).

Da quella partita Niang è costantemente titolare nell’attacco del Milan. Sulla fascia destra si impegna, corre molto, si sacrifica in fase difensiva ed in avanti crea molti pericoli per gli avversari riuscendo anche a servire bene i compagni di squadra. Gli manca solo il goal, ma arriverà anche quello.
Il ragazzo dimostra di saperci fare e stupisce tutti. Visti i suoi inizi in pochi si aspettavano un tale rendimento da parte sua. La società ed Allegri sono stati bravi a raddrizzarlo dopo le bravate iniziali e si ritrovano in casa un talento dal grande futuro che può certamente essere un giocatore importante per il progetto-giovani che dovrebbe riportare il Milan ai vertici.

Matteo Bellan – www.milanlive.