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Milan, Salamon: Contento di essere in nazionale, lavoro per avere spazio. Balotelli ragazzo tranquillo

MILAN SALAMON – Batosz Salamon, giocatore del Milan, ha parlato ai giornalisti durante il ritiro della nazionale polacca:

“Sono felice di essere qui, anche se mi sarebbe sembrato più logico essere convocato quando giocavo regolarmente in Serie B, un campionato sottovalutato, a mio avviso ingiustamente, in Polonia. Evidentemente il trasferimento al Milan è stata la ciliegina sulla torta che ha convinto la nazionale a darmi una possibilità”.

“Qui per fare esperienza? Dal momento che sono qui, spero di giocare. Ne ho parlato con il ct e so che se mi alleno duramente ho una chance di fare il mio esordio. Se non accadrà, tornerò al Milan e continuerò a lavorare per farmi spazio in squadra e poi giocare in nazionale. Giocare con regolarità con la maglia della Polonia è il mio sogno, sono in un grande club dove posso migliorare“.

“Non so se posso formare una buona coppia con Glik, non ci siamo ancora allenati insieme. Giochiamo nello stesso campionato e in passato abbiamo giocato contro quando eravamo entrambi in Serie B, quindi abbiamo qualcosa di cui parlare. In campo penso che ci possiamo completare, abbiamo stili di gioco differenti”.

“Meglio Lewandowski o Balotelli? Sono grandi entrambi. Difficile fermare Balotelli? Bisogna concentrarsi, è molto bravo nell’uno contro uno. Ma tutti possono essere fermati, anche Mario. La storia dei petardi non è vera, o almeno questo è quello che sostiene Mario. È diverso da come i media lo dipingono, è un ragazzo molto tranquillo“.

“I giornalisti polacchi suggeriscono un mio prestito in Serie B? Più che farmi arrabbiare mi fa ridere. Al Milan nessuno parla di prestito e i giornalisti decidono che dovrei andare, hanno un problema con il fatto che non gioco. Ci vuole calma, sono al Milan da un mese e lavoro duramente per questa possibilità, ne vale la pena“.

Ha rivelato: “Cosa serve per arrivare al Milan? Giocare bene a calcio e avere un buon agente. Mino Raiola, ad esempio. Devo ammettere che la nostra collaborazione è cominciata in maniera inusuale. Circa tre anni fa, quando ero al Foggia, ho risposto al telefono e ho sentito: ‘Sono Mino Raiola, vorrei essere il tuo agente‘. Rifiutai, perchè avevo già un procuratore ed ero felice con lui. Volevo anche essere leale. Mi sono detto: ‘Non importa chi rappresenta i tuoi interessi, per arrivare in un grande club bisogna solo giocare bene‘”.

Salamon ha poi aggiunto: “Giocavo in Lega Pro e non pensavo mi servisse un grande agente. Però quando ho cominciato a giocare bene in Serie B, ho capito che le prestazioni sul campo non sono tutto. Devi avere qualcuno che rappresenti i tuoi interessi e non sprechi il lavoro che fai in campo. Mino mi disse queste parole: ‘Dai il massimo in allenamento e in partita, ti porterò dove meriti’. E dopo sei mesi mi ha portato al Milan. Se conta più il manager del giocatore? No. Il calciatore è fondamentale, ma allo stesso modo sono importanti le persone che gestiscono i tuoi interessi. Se vuoi arrivare nelle grandi squadre, devi essere rappresentato da un uomo che sia il migliore nel suo lavoro“.