SERAFINI CURVA SUD – Luca Serafini, giornalista Mediaset e tifoso rossonero, su Facebook ha voluto commentare il comunicato ufficiale della Curva Sud Milano in merito alle ultime vicende di casa Milan.

“Dopo aver accettato la porta in faccia a Carlo Ancelotti, al quale Berlusconi non rivolse più la parola da 4 mesi prima del suo addio nel 2009; dopo essersi fatti onorare il capitano Paolo Maldini con maggiore affetto dai tifosi dell’Inter e della Fiorentina; dopo aver accettato in silenzio la farsa Kakà; dopo aver assistito muti e supini allo smantellamento dell’estate 2012 con relative querelle su Thiago Silva; ebbene, dopo un assenteismo supino in tutti questi anni, alcuni ventriloqui della Curva Sud (gli stessi che esposero gli striscioni contro Paolo Maldini all’insaputa della maggior parte dei loro iscritti, che applaudirono e festeggiarono l’addio al capitano) oggi si sono svegliati con la luna storta prendendo una posizione (non richiesta) sulle strategie relative alla panchina del Milan del futuro.

Rispetto al silenzio allineato di questi ultimi anni, alcuni passaggi sono davvero singolari. Il primo: “L’ennesima situazione che potrebbe nuocere al futuro”, eppure nell’estate del 2012 quelle “situazioni” furono completamente ignorate. Anzi no, scopriamo con sorpresa leggendo qualche riga sotto “ci troviamo a luglio ad appoggiare una linea e un progetto societario che parte dai giovani”: dunque erano gli unici che sapevano dell’esistenza di un progetto societario, perché in realtà la stagione partiva con Abbiati Abate Mexes Bonera Antonini De Jong Ambrosini Montolivo Boateng Pazzini e Robinho (o il fratello di Pato). Di De Sciglio, El Shaarawy e Niang non v’era traccia, casomai sulle ali dell’entusiasmo sono poi arrivati Salamon (minuti giocati in 5 mesi, 0) e Saponara. Noi nelle parole di Berlusconi in esclusiva a “Milan Channel”, con molte settimane di ritardo rispetto allo scempio estivo del 2012, di “progetto” non avevamo trovato traccia.

Poi nel comunicato c’è la disquisizione tecnica sulla gestione dei giocatori, sul mercato, con diverse dimenticanze peraltro, fino all’editto finale: “Possiamo benissimo capire, ma non condividere, che chi investe può decidere di cambiare allenatore anche solo per scelta personale, ma se proprio di progetto si tratta dobbiamo ripartire quantomeno dando la squadra in mano a un allenatore affermato e non certo a persone come Seedorf (che non ce ne voglia) o altri che hanno zero esperienza in panchina”. Ma quando Berlusconi si inventò Capello dirigente Mediolanum e Leonardo dirigente Fondazione Milan, i ventriloqui dov’erano? E da che parte stavano? La chiusura è solenne: “Noi chiediamo che venga almeno rispettato il Milan come istituzione e i suoi tifosi (…)”. Con i saluti di Carlo Ancelotti, Paolo Maldini, Ricardo Kakà, Thiago Silva, Zlatan Ibrahimovic. E i saluti di chi ha ispirato il comunicato. E, naturalmente, quelli di Clarence Seedorf”.