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Smentite, teatrini e lotte di potere: dov’è finito lo stile Milan?

La situazione che si è venuta a creare in casa Milan mi lascia parecchio perplesso. Vorrei analizzare ciascuno dei protagonisti di questa vicenda e poi trarre delle conclusioni.

BERLUSCONI – Il presidente onorario lunedì ha autorizzato Aldo Biscardi a riportare le sue parole in merito al futuro del club. Si è parlato di completo riassetto tecnico e, qualora fosse necessario, di riorganizzazione societaria. Qualche istante dopo sul sito ufficiale del Milan è comparso un comunicato di smentita di questa parole. Com’è possibile che una persona si auto-smentisca in questa maniera? Scusate, dimenticavo di chi stiamo parlando…
Ad ogni modo Berlusconi avrebbe la possibilità di dare il benservito ad Allegri in pochi secondi insediando sulla panchina rossonera un allenatore a lui gradito (Seedorf in questo caso). Alla fine il proprietario del club è lui e può fare ciò che vuole, nel passato (anche recente) lo ha dimostrato. Ma non intende concedere alcuna buonuscita al livornese, pretendendo anzi che sia lui stesso e dimettersi. E se non si dimette?
Era previsto un incontro tra i due per lunedì sera, ma è slittato a giovedì. Chiaramente una scelta di Berlusconi per prendere tempo e aspettare le mosse della Roma, la quale vuole Allegri e adesso che la finale di Coppa Italia è alle spalle vorrà rapidamente delle risposte dall’attuale tecnico rossonero.
Allegri potrebbe in un certo senso essere messo con le spalle al muro dalla società capitolina che potrebbe “minacciarlo” di scegliere un altro allenatore se non si libera a breve dal contratto con il Milan. La tanto attesa cena di giovedì potrebbe dunque non avvenire. Le mosse di Berlusconi non sono mai casuali.

ALLEGRI – Quando un presidente non ti vuole ed hai la possibilità di cambiare aria andando a lavorare presso un datore di lavoro che ti apprezza guadagnando comunque molti soldi dovresti avere il buon senso e l’orgoglio per dimetterti.
Allegri cosa sta facendo? A quanto pare sta provando ad ottenere la buonuscita dal Milan e “minaccia” di rimanere fermo una stagione prendendo comunque i soldi che gli spettano per il restante anno di contratto.
Un atteggiamento che francamente faccio difficoltà a comprendere. Personalmente se so di non essere gradito levo le tende e vado altrove. Evidentemente Allegri la pensa diversamente. Quando poi leggo di un Allegri che vuole rimanere al Milan a tutti i costi e che chiede garanzie contrattuali e di campagna acquisti sorrido e penso a quelli che davvero ci credono.
Non entro poi nel merito delle sue capacità da allenatore, si tratta di valutazioni soggettive che al momento ritengo di importanza relativa.

GALLIANI – L’amministratore delegato teme di essere accerchiato e ridimensionato dalle mosse di Berlusconi. Mi spiego. Il presidente intende mettere Seedorf sulla panchina del Milan e dare un ruolo di rilievo all’interno del Milan anche a Paolo Maldini. Si tratta di due persone che per vari motivi non sono molto legate ad Galliani. Se poi ci aggiungiamo la presenza di Barbara Berlusconi nel consiglio di amministrazione della società capiamo che questa mia teoria dell’accerchiamento e del ridimensionamento non è poi così strampalata. Un Galliani circondato da persone sgradite potrebbe anche essere portato a dimettersi in futuro, perché i rapporti con Berlusconi non sono più quelli di un tempo. Non credo a nessun comunicato e a nessuna dichiarazione che affermi diversamente. Sono cose che lascio ad altri.
Per la lotta di potere contro Berlusconi l’a.d sta facendo di tutto per far rimanere Allegri.

CURVA SUD MILANO – Si è schierata apertamente e nettamente a favore di Allegri e di Galliani contro Berlusconi e Seedorf.
La cosa che mi lascia perplesso è il motivo per il quale il tifo organizzato rossonero si faccia sentire in questo modo per trattenere un allenatore, mentre quando la dirigenza ha montato degli imbarazzanti teatrini di mercato sia stato praticamente in silenzio.
Perché non si è manifestato così apertamente contro Berlusconi dopo i teatrini del 2009 (cessione Kakà), del 2011 (l’estate di Mister X) e del 2012 (vicenda Tevez e poi Thiago Silva-Ibrahimovic)?

SEEDORF – L’olandese sembra il candidato unico a prendere il posto di Allegri sulla panchina rossonera.
Chiaramente consegnare la guida tecnica della squadra ad una persona che non ha mai allenato è un azzardo, una scommessa che puoi vincere o che puoi perdere. Personalmente preferirei che venisse assunto un tecnico con esperienza nel ruolo, nonostante mi incuriosisca anche l’ipotesi Seedorf.
Mi ha deluso vedere lo striscione “Seedorf no grazie!” in via Turati per il semplice motivo che mi è sembrata una manifestazione di astio nei confronti dell’uomo e non delle sue eventuali capacità da allenatore.

Non pretendo ora che la mia analisi vada considerata come la verità assoluta, ma spero quanto meno che possa dare alcuni spunti di riflessione costruttiva.
Il Milan nel corso degli anni si è quasi sempre distinto in positivo a livello di comunicazione e di quello che viene definito “stile”. Si parlava di un vero e proprio “stile Milan”, che però negli ultimi anni sembra essersi purtroppo smarrito tra smentite, teatrini e lotte di potere.
Chi si occupa del club avrebbe il dovere verso i tifosi di essere il più chiaro possibile nell’effettuare le varie scelte privilegiando la trasparenza.
La questione allenatore sta tenendo molto impegnati i tifosi stessi, che però non devono dimenticarsi che una volta deciso chi allenerà il Milan va anche rinforzato l’organico della squadra. Non distraiamoci troppo. La società è chiamata a dare delle risposte positive durante il mercato. C’è un preliminare di Champions League da disputare e che non si può fallire. Senza dimenticare che la dirigenza ha parlato di un progetto che dovrebbe riportare il Milan ad essere protagonista nel giro di 2-3 anni. Sentire un’altra volta Adriano Galliani che il mercato si fa nell’ultima settimana di agosto sarebbe per me frustante, così come sentire Silvio Berlusconi che fa un determinato annuncio e poi si smentisce.
Cerchiamo per favore di recuperare un po’ di quello che fu lo STILE MILAN, i tifosi se lo meritano.

Matteo Bellan – www.milanlive.it