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Condò: “Squadra con gli scarti del Genoa, solo Balotelli è un giocatore da Milan, Kakà? Il suo stipendio si poteva investire in altro”


CALCIOMERCATO MILAN CONDO’ – E’ duro il pensiero del noto giornalista de La Gazzetta dello Sport, Condò, ai microfoni di Milannews.it. Ecco le sue principali dichiarazioni sul Milan di oggi.

Paolo Condò, alla luce di quanto abbiamo visto in Champions League cosa dobbiamo aspettarci da Milan-Napoli?
“Nonostante una partita pessima il Milan ha ottenuto 3 punti dimostrando forza d’animo e capacità di vincere in una condizione difficile. Certamente il Napoli è un ostacolo ben più difficile del Celtic. Però qualche giocatore dovrebbe rientrare e chissà che partire da sfavoriti non possa ritemprare il Milan. Certamente un pareggio andrebbe bene e permetterebbe almeno di continuare a vedere la targa del Napoli. In caso contrario li Napoli potrebbe portarsi a +8 e il divario inizierebbe ad essere davvero pesante”.
Ti è piaciuta la campagna acquisti di questo Milan o credi siano arrivati i cosiddetti “contentini”?
“Per chi, come me, ha vissuto l’epoca di Berlusconi col Milan per anni squadra più forte al mondo con alcuni dei migliori giocatori al mondo è difficile vedere ora una squadra che vive con gli scarti del Genoa. Sembra essere arrivati alla legge del contrappasso. I tifosi qualche anno fa fischiavano Seedorf, mentre in una serata come quella contro il Celtic Seedorf sarebbe servito come l’acqua per il pesce. Nel Milan vedo una nobile decaduta che mantiene i vezzi della nobile. Un esempio? Ha 4 milioni da spendere e li sfrutta per l’ingaggio di Kakà che resterà un nome altisonante anche se invecchiato anche lui. Con quel budget si potevano prendere un paio di giovani, meno conosciuti, ma si è deciso di prendere Kakà. Il capriccio del nobile che anche se deve bere vino da osteria e ha una bottiglia d’acqua vuole due bicchieri”.


Vedere questo Milan comparato col passato che effetto fa?
“Dico solo che mercoledì sera solo Balotelli poteva avere una sua presenza dentro il Milan dei tempi che furono. Ha grandissime potenzialità e le deve mettere in pratica. Certo, ci sono dei misteri, come ad esempio in una squadra tecnicamente poverissima come mercoledì sera mi chiedevo come doveva stare Robinho per non essere titolare in una partita con quella squadra in campo. Infatti Robinho ha portato almeno un po’ di velocità”.

Nemmeno l’arrivo di Matri ti soddisfa?
“Cominciamo col dire che il budget della coppa in pratica non è stato speso. Matri è stato preso con i soldi della cessione di Boateng. Diciamo che dai tempi di Ibrahimovic che vengono raccontate un po’ di favole. E poi c’è una strategia mediatica di Galliani che è quella che lascia passare il messaggio che tutti i giocatori che vengono al Milan si sono tagliati l’ingaggio. A me sembra una realtà troppo zuccherosa. Ai tempi di van Basten e Gullit non c’era nessuna necessità per presentarli come samaritani, anzi. Facevi capire di averli pagati tanto, bastavano le vittorie a giustificare tutto. Adesso è diverso, non sei in condizione di prendere Cristiano Ronaldo o giocatori di questo calibro e adotti questa strategia. Il Milan è cambiato, non c’è niente da fare. Faccio un altro esempio: contro il Psv si è distinto Maher. In altri tempi il Milan giocando contro di lui dopo il doppio confronto si prendeva la valigetta e acquistava il giocatore”

Il budget ridotto sta facendo la differenza
“A mio avviso si segue anche una politica sbagliata di inseguire i giocatori a parametro zero. Mexés, Flamini, Montolivo sono i casi più noti. Io dico: se un giocatore decide di non rinnovare con una squadra perché si svincolerà lo fa perché dall’altra parte arriva una proposta e una promessa d’ingaggio esagerata. E se inizialmente risparmi sul costo del cartellino dall’altra parte ti crei un monte stipendi enorme in proporzione alla qualità. Non a caso il Milan si ritrova ad avere uno dei monti ingaggi più alti della Serie A, nonostante in Europa da anni non vada oltre gli ottavi o al massimo ai quarti di finale. Io resto dell’idea che più spendi meno spendi”.

Anche la stessa politica dei giovani sembra essere accantonata
“In un club come Milan, ma anche Inter o Juventus, è impossibile fare un’intensa politica dei giovani per ovvi motivi. Certo nel Milan c’è qualcosa da vedere, come il caso El Shaarawy, accantonato in questo modo nonostante il grande talento”.

La redazione di Milanlive.it