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Abate: "Voglio rinnovare, sono profondamente rossonero, Kakà è il simbolo del vero milanista, rivorrei Thiago"

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MILAN ABATE – Eccovi l'intervista integrale rilasciate da Ignazio Abate ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

Abate, perché le scappa da ridere nel sentirsi chiamare giovane decano?
«Beh, fa un effetto strano. Non sono più un ragazzino ma nemmeno così avanti con gli anni. Eppure è vero, in una rosa come questa inizio ad avere una certa età… Spero di essere un buon esempio».

Parla con un dna profondamente rossonero. E lo si deduce facilmente anche dal suo profilo Twitter.
«Assolutamente sì, sono molto legato al Milan, dove mi vedo a lungo. Ho ancora un anno di contratto, il desiderio è quello di restare».

Lei è uno di quelli che tiene molto al gruppo. Allegri ultimamente ha recapitato messaggi molto chiari: è d’accordo con lui?
«Sono messaggi fondamentali. Abbiamo la fortuna di lavorare in un club come il Milan e in un posto come Milanello: è sbagliato pensare di venire qui soltanto a timbrare il cartellino, e poi andare a casa. Occorre dedicarsi al nostro lavoro a 360 gradi».

Qualche esempio in particolare?
«Kakà. Un esempio illuminante per tutti, specie per i più giovani. Quando era infortunato arrivava al mattino e andava via la sera. Con quel che guadagna e che ha vinto in carriera potrebbe permettersi lo stretto indispensabile, e invece ha un comportamento da super top player. Ha tutto per tornare quello di una volta».

Che momento sta passando Balotelli?
«Deve capire che non è più un ragazzino e che certi comportamenti non vanno bene. Bisogna che cresca il più in fretta possibile. Il fatto è che ha potenzialità incredibili, di cui nemmeno lui si rende conto. Per me dopo Messi, Ronaldo e Ibrahimovic c’è lui».

Galliani però ha detto che se dovesse scegliere preferirebbe far tornare Thiago Silva piuttosto che Ibra.
«Mi sa che ha ragione lui, in questo periodo servirebbe di più un difensore (ride, ndr ). D’altra parte Thiago è il più forte al mondo, riaverlo sarebbe tanta roba».

Nesta invece sta chiudendo col calcio: che sensazione le fa?
«Dispiacere. Per me è un grande amico, è stato un punto di riferimento fuori e dentro il campo. Il mio voto per lui non può che essere 10».


Ora la difesa è spesso nell’occhio del ciclone…
«Là dietro dobbiamo ancora crescere tanto, ma quando si subiscono 13 gol in 8 gare è riduttivo dare la colpa solo alla difesa».

Come può svilupparsi la stagione del Milan?
«Abbiamo le basi per tentare un’altra rimonta, ma occorre equilibrio e non sbagliare nulla. Questa comunque è una squadra da primi tre posti. Mi piace il ritorno al 4-3-3, la squadra è più equilibrata, solida e coperta rispetto al sistema col trequartista».

Quindi bravo Allegri, come ha detto Galliani?
«La sua maggior qualità è l’equilibrio. Ci ha sempre trasmesso fiducia, anche nei momenti peggiori. Così come non si esalta. Sa gestire le pressioni e in questi tre anni non gli si può rimproverare nulla: ha fatto tutto ciò che doveva, compreso il miracolo dell’ultimo terzo posto».

Domenica ritroverà Cassano. Lei ha giocato con lui, Ibra e Balotelli: chi è il più matto?
«Tutti e tre. Ognuno a modo loro…».

La redazione di Milanlive.it

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