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Milan, Jacobelli spiega: “Barbara è lì per comandare. Ora è guerra ma in estate…”

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MILAN BARBARA BERLUSCONI- In casa Milan è scoppiato il “caso Galliani”. Barbara Berlusconi non risparmia nessuno, e ha puntato il dito anche contro il dirigente rossonero dopo alcuni errori amministrativi del club. Intervistato da Canale Milan, Xavier Jacobelli, direttore di Calciomercato.com, ha detto la sua proprio su tale situazione.

“Il Milan non ha speso poco, ha speso male”, ha detto Barbara Berlusconi. E’ la verità?

“E’ sotto gli occhi di tutti, gli errori in sede di campagna acquisti sono fuori discussione, se i numeri sono 17 gol subiti in 11 partite, il problema della difesa esiste. Gli interrogativi sono tanti: perché non si sia intervenuto sul pacchetto difensivo, perché sia stato preso Matri anziché destinare quella cifra proprio alla difesa, per esempio per Astori, a cosa serva prendere Rami disponibile da gennaio, a cosa serva una inflazione di trequartisti (oltre a quelli che già c’erano, Birsa, Kakà, da gennaio anche Honda) quando i problemi sono altri. Per cui gli errori sono indubbi. Ma la cosa che mi stupisce di più è che tirino fuori adesso questa storia. Ricordo che l’8 luglio, il giorno del raduno a Milanello, Berlusconi era lì, e non sollevava problemi o obiezioni, anzi parlava di Milan da scudetto, si diceva che con Silvestre la difesa era sistemata. Il problema, come al solito, è la memoria corta. L’8 luglio, quando la squadra era grossomodo questa, Barbara Berlusconi non ebbe nulla da ridire. Lo fa oggi, quando quella stessa squadra è tre punti sopra la zona retrocessione”.

Quali possono essere stati gli errori oggettivi di Galliani, a fronte di un netto disimpegno economico della proprietà e delle vicissitudini private della Presidenza?

“In un momento di crisi, è un errore addossare le colpe ad una sola delle parti in causa. Il concorso di colpa è evidente, anche perché Galliani è al Milan da 28 anni, e non è mai capitato che una sola operazione non fosse avvallata da Berlusconi. Galliani non può comprare i giocatori da solo. Se ci facciamo la domanda su quanti giocatori della rosa siano da Milan, la risposta è che ne troviamo ben pochi. E’ evidente che le colpe non possono stare tutte da una parte. Un anno fa, nell’estate del 2012, è stata rasa al suolo gran parte della squadra, per abbattere 180 milioni lordi di stipendi. Come è successo che si arrivasse a queste cifre, che hanno reso necessario lo smantellamento di una rosa? Questa è un’altra domanda a cui bisogna dare una risposta, anche questo è un macroscopico errore di valutazione, e non può essere colpa solo di Galliani. Lo stesso Galliani che, per dirne una, qualche mese prima aveva venduto Pato a Paris Saint Germain, e preso Tevez. Poi fu fermato. Oggi il Milan, che non ha comunque più Pato, avrebbe Tevez”.

Come va gestito il caso adesso, in attesa del consiglio di amministrazione del prossimo aprile?

“Adesso, bisogna ritrovarsi, e in fretta, perché c’è l’impegno a Barcellona che è quel che è e poi il Chievo, che, può suonare strano, ma è uno spareggio salvezza, e cercare capi espiatori è l’ultima cosa da fare. Poi è vero che bisogna cambiare rotta, ma se i modelli sono quelli indicati da Barbara riportati dall’Ansa (Roma e Fiorentina), cambiare rotta non si fa dall’oggi al domani. I Della Valle sono a Firenze da anni”.

Barbara Berlusconi in mattinata ha corretto il tiro: “non voglio l’allontanamento di Galliani”…

Alle correzioni in seconda battuta è sempre difficile credere. “Cambio di rotta nella filosofia aziendale” cosa vuol dire, scusate? Si contestano esplicitamente le ultime due campagne acquisti di chi è a Milan da 28 anni: se non è una richiesta di dimissioni, o comunque un preludio ad un riassetto, non so cosa possa esserlo. Siamo chiaramente di fronte all’inizio di una guerra ai vertici rossoneri per ridisegnare i quadri di potere. Barbara Berlusconi è in azienda da alcuni anni, è nel consiglio di amministrazione, non è una passante, vuole comandare il club del padre. E’ normale che si scontri con chi lo amministra da 28 anni.

Aleggia il nome di Paolo Maldini. Ritiene che la convivenza di Galliani e Maldini, almeno in un momentaneo biumvirato, sia possibile?

“Sono due figure completamente diverse. Galliani è amministratore da trent’anni, è stato presidente di Lega, è uno degli uomini più potenti del calcio italiano. Maldini è uomo di campo, di spogliatoio. Per cui, tecnicamente, la coabitazione delle due figure non sarebbe assurda. Ma è anche vero che Maldini ha la scarpa piena di sassolini, dopo essere stato accantonato in quella maniera”.