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Milan, Baresi a 360°: “Per Seedorf sarà difficile. Balotelli? Il calcio è un gioco collettivo…”

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MILAN BARESI NAZIONALE- Intervistato da Goal Italia, Franco Baresi ha analizzato sia la situazione del Milan sia quella della Nazionale italiana:

Come mai il Milan ha saputo produrre allenatori “in casa” come pochissime altre squadre al mondo? Sacchi, Capello, Ancelotti… a quale allenatore del passato milanista pensi si possa ispirare Seedorf?
“Nel caso di Sacchi è stato bravo il Presidente, nessuno lo conosceva. E’ stato solo intuito del Presidente. Ma io penso che il ruolo dell’allenatore abbia ogni volta una storia a sé. Un allenatore può avere o non avere esperienza. Ci sono tanti fattori che possono essere determinanti. La fortuna, la squadra che uno ha disposizione (inteso come qualità dei giocatori), la stima e la fiducia della società. Ancelotti ha dimostrato tutto il suo valore e le sue capacità, ma ha anche avuto la fortuna di arrivare in un momento d’oro, negli anni 2000, quando il Milan era super. Mentre per Seedorf sarà più difficile perché arriva in un momento di cambiamento, in un periodo molto diverso a livello economico e di investimenti, quindi sarà sicuramente più difficile. Uno può avere anche tante idee belle, ma se poi il materiale che ha a disposizione non ti permette di metterle in pratica diventa dura. Però ovviamente, nonostante le differenze di base, spero che si possa ispirare proprio ad Ancelotti che nei tempi recenti è stato sicuramente il migliore, a livello calcistico e a livello umano”.

Ma questo sistema di gioco scelto da Seedorf non assomiglia un po’ al 4-2-fantasia di Leonardo. Modulo che non andò poi benissimo…
“Diciamo che Leonardo aveva altri interpreti. Ronaldinho e Pato ai lati con Borriello centrale, tutti e tre non tornavano. Quello di Leonardo era più un 4-3-3, Seedorf giocava dietro Borriello. Poi se hai in difesa Maldini e Nesta, tutto è più semplice. Ad esempio, il Barcellona ha una cultura in cui riesce a tenere il possesso del pallone 89 minuti su 90, ma se tu non riesci a tenere la palla così tanto, diventa complicato fare un calcio così offensivo, perché poi ovviamente ci sono anche gli avversari”.

Sulla partita persa con l’Udinese…
“La Coppa Italia era importante, per andare in Europa serve almeno un quinto posto. Manca ancora molto, ma il Milan può risalire. Mercoledì il Milan ha perso una partita che non poteva e non doveva perdere. Questa squadra deve soprattutto ritrovare fiducia. Al momento non siamo brillantissimi e poi siccome è la mente che fa andare le gambe, è ovvio che c’è ancora tanta preoccupazione. Ora bisogna essere bravi a ricostruire qualcosa senza buttare via tutto”.

Nota positiva: Balotelli che si sta ritrovando. Il Milan potrebbe costruire il futuro su di lui che è un giovane di talento…
“Il mondo del calcio è strano…”

Quindi se ne va a giugno? (Franco Baresi ride… poi prosegue)
“Il calcio è un gioco collettivo. Il singolo conta fino a un certo punto. Anche l’inserimento di Honda può non essere facile perché trova un Milan non compatto. Balotelli non sa davvero quanto può dare”.

Si parla di progetto legato ai giovani. Quale modello deve seguire il Milan? Ajax, Barcellona, Dortmund, Arsenal… o quale altro?
“Io credo che il Milan debba avere il suo modello. E’ normale andare a vedere e scoprire le altre culture e le altre realtà. Ma è difficile fare come fa il Barcellona, è un altro paese, un’altra cultura, un altro calcio. Io credo che il Milan debba rifondare, avere un progetto importante e piano piano riscostruirsi. Ci vorrà tempo. Bisogna scegliere giocatori di qualità giovani. Poi la società si muoverò di conseguenza, l’obiettivo è tornare a essere competitivi. E comunque non siamo morti, c’è la Champions League e proveremo e fare del nostro meglio…”

E poi in effetti la Champions League non la vince sempre la squadra più forte…
“Beh pensiamo all’Atletico di Madrid, mi sembra meglio… (ride, ndr)”