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Milan, Damiani ricorda: “Portai Seedorf in Italia quando era giovanissimo”

Seedorf Kakà

Seedorf Kakà


MILAN SEEDORF- Intervistato da MilanNews.it, Oscar Damiani a svelato un retroscena su Clarence Seedorf:

Oscar Damiani, Clarence Seedorf vanta una grande esperienza italiana. Non tutti sanno che tutto partì da Lei

“Precisiamo che non sono mai stato il suo agente, bensì un semplice amante del calcio olandese. Ero in giro a vedere calcio e quando l’ho visto all’Ajax ho subito pensato di avere davanti un vero e proprio talento con una personalità tale da essere già pronto per il calcio italiano, a dispetto della giovane età. Ne parlai con Paolo Mantovani, presidente della Sampdoria e col direttore sportivo Paolo Borea”.

Un gran colpo per la Samp, all’epoca

“Fu una trattativa molto difficile, con l’Ajax non era facile trovare un accordo. A un certo punto era davvero dura ma Mantovani e Borea insistettero e riuscirono a strappare al calcio olandese un gran talento. Poteva arrivare anche Davids, che invece decise di andare al Milan”.

In blucerchiato Seedorf ha ballato una sola stagione

“A Madrid era andato ad allenare Fabio Capello, col quale c’è un grande rapporto avendolo avuto come compagno di squadra ai tempi della Juventus. Gli dissi: alla Samp c’è un ragazzo fortissimo, devi prenderlo! Capello mi diede retta e l’affare andò in porto. Diciamo che ho avuto un ruolo attivo nei primi trasferimenti di Clarence, che poi aveva in ogni caso il padre, il suo avvocato”.

Cosa aveva visto in Seedorf quando appena maggiorenne giocava nell’Ajax?

“lui era unico perché era un grande calciatore ma nonostante fosse giovanissimo aveva la personalità di un uomo adulto. Aveva una grande sicurezza in sé stesso, una grande forza interiore e a quell’età andare a giocare in Italia non era facile. Scegliere di venire da noi a 19 anni era una sua sfida che amava vincere e si è visto anche nel resto della carriera come ami le sfide, vincendole più o meno tutte. Posso dire che quel trasferimento all’Ajax è uno di quelli che ricordo ancora oggi con particolare piacere”.

Facendo un salto nel presente l’esordio da allenatore di Seedorf è stato positivo. Cosa dobbiamo aspettarci

“Intanto dobbiamo essere equilibrati nei giudizi, altrimenti sembra che prima tutte le colpe erano di Allegri mentre ora tutti i meriti sono di Seedorf. Clarence è stato un grande calciatori e ha tutti i presupposti per fare bene, ma solo il campo darà il suo giudizio perché un conto è giocare e un conto è allenare, anche se sei stato un grande giocatore”.

Dalla sua c’è la fiducia della proprietà

“E questo sarà un vantaggio. Ricordo gli inizi di Carlo Ancelotti alla Reggiana, l’inizio fu un disastro. Ma chi lo scelse, Nardino Previdi, lo difese con decisione e alla fine fu premiato, perché arrivò la promozione in A al promo colpo. Seedorf è stato scelto da Berlusconi, verrà difeso ed è giusto che sia così. Potrà in questo modo far vedere le sue qualità. Si trova in una società organizzata, forte. E questo è fondamentale”.