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Milan, Pedrotti: “Che coraggio puntare su Seedorf”

Seedorf

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MILAN SEEDORF- Intervistata dalla redazione de il vero Milanista, Barbara Pedrotti, presentatrice di “Serie A Live”, ha parlato di tutte le tematiche più calde di casa Milan.

Lei è una donna impegnata a pieno ritmo nel mondo dello sport e, soprattutto, delle scommesse. Seedorf è il nuovo tecnico del Milan, voluto fortemente da Berlusconi: pensa che l’aver scommesso su Seedorf allenatore sia la mossa giusta?

“Di certo la situazione “pre-Seedorf” non era più soddisfacente e per questo motivo vi era la necessità di effettuare un cambio. Trovo indubbiamente che si tratti di una scelta coraggiosa essendo alla sua prima esperienza da allenatore, ma c’è anche da dire che è dotato di un background di tutto rispetto e di una forte personalità, fattori che credo siano di una importanza decisiva. Ricordiamoci poi che Seedorf da giocatore è stato un po’ un “allenatore in campo”, perciò ripongo molta fiducia in questa scelta”.

Mi risulta che Lei sia appassionata di ciclismo. Il Milan ha una pessima classifica, davanti ha una una montagna da scalare, pensa che i rossoneri riusciranno a risalire posizioni?

“In tutta onestà l’obiettivo Europa è molto lontano e la Coppa Italia non è più a portata; rimane quindi la Champions League, dove il Milan da unica squadra italiana avrà vita dura. Credo quindi che Seedorf potrebbe cercare nei prossimi mesi di testare i propri ragazzi e di trovare la soluzione migliore in vista del prossimo anno. E poi chissà, magari potremmo aspettarci un testa a testa con l’Inter per la quinta posizione in campionato… sarebbe bello!“.

Ci sono diverse figure femminili che fanno parte del mondo del calcio e ricoprono ruoli importanti, penso a Valentina Mezzaroma, Barbara Berlusconi, ecc. Cosa ne pensa del ruolo delle donne nel mondo del calcio?

“Ho scelto una professione che dalla note dei tempi è sempre stata preclusa alle donne quindi sono un esempio vivente di quanto sia difficile ricoprire determinate posizioni e scacciare il pensiero che le donne e lo sport non possano andare a braccetto. Un percorso difficile, in salita, ma che da tante gioie e che credo (e spero) sia apprezzato anche dal pubblico e dai colleghi uomini. Per quanto mi riguarda quindi è sempre bello vedere delle figure femminili ai vertici dello sport, in questo caso del calcio, ma non mi chieda giudizi, non amo farli e, viste le premesse, temo sarei terribilmente di parte“.

Il mondo del calcio è spesso impegnato in campagne di sensibilizzazione contro il razzismo e la violenza. Lei crede che in Italia si stia facendo tutto il possibile per limitare questi spiacevoli fenomeni o si può fare di più?

“Lo stadio purtroppo è spesso visto come un “porto franco”, la terra di nessuno dove tutto è concesso, un luogo che funge da valvola di sfogo per i problemi insiti nella società. Non sta a me giudicare, vorrei dire di si ma troppo spesso si parla ancora di cori razzisti, di striscioni, e di violenza fuori e dentro lo stadio e questo non fa bene a nessuno e non fa bene nemmeno a questo sport che anzichè unire in quei (sebbene rari) casi divide”.

La Nazionale azzurra sarà impegnata nel Mondiale brasiliano, se dovesse assegnare una quota sulla vittoria finale che quota assegnerebbe agli azzurri?

“Partiamo dal principio che secondo me le squadre favorite sono Brasile, Germania e Argentina. Sarà dura quindi avere un ruolo da podio ma la recente storia insegna che gli azzurri sanno sempre tirare fuori quel qualcosa in più nelle occasioni che contano. Ricorda i Mondiali del 2006? Di certo la vittoria era tutt’altro che scontata ma alla fine abbiamo avuto la meglio. Ecco, un po’ per la fiducia che ripongo nei nostri uomini, un po’ per l’amore per la maglia azzurra, se fosse per me assegnerei un bel 10… ma per le quote, quelle giuste, dovrei rifarmi ai bookmakers di bwin, loro sono i miei esperti di fiducia!“.

Sarebbe così gentile da dirci che squadra tifa e cosa ne pensa del vincitore del Pallone d’oro Cristiano Ronaldo?

“Le dirò la verità anche se non sono certa mi crederà. Io sono azzurra, azzurra fino in fondo all’anima; non mi sono mai persa un Mondiale e non riesco a pensare ad una situazione per la quale potrei astenermi dal seguirlo. Non ho invece una squadra preferita, mi appassionano certi giocatori, soprattutto i giovani talenti in crescita costante che già tanto fanno divertire il grande pubblico. Un nome su tutti? Pogba. Mi chiede di Cristiano Ronaldo e del suo Pallone d’oro… beh, qua ho veramente poco da dire: per lui parlano i numeri, e che numeri! Ronaldo e Messi due fenomeni pazzeschi, ma questa di certo non è una grande novità!“.