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Milan, ribaltone finale Balo-Pazzini: -5 dall’Inter

Pazzini

Pazzini

(L. Calamai) – Lo spirito guerriero paga più dei sorrisi e dell’allegria. Con quattro minuti tutto cuore e grinta il Milan capovolge la storia di una partita che sembrava già persa. Una vittoria importante per Clarence Seedorf che ha bisogno di tempo e di risultati per imporre le proprie idee e il proprio calcio. Il protagonista di questo finale thrilling è Balotelli. Nel bene e nel male. Supermario al 42’ realizza il pareggio con una pennellata su punizione. La palla sorvola la barriera e muore nell’angolino basso alla destra di Avramov. Una magia. Ma l’attaccante sporca la sua prodezza rivolgendo un brutto gesto ai tremila tifosi rossoblù sistemati in curva nord. L’arbitro Doveri vede tutto e lo punisce con un cartellino giallo. Poteva anche essere più severo. Balotelli, diffidato, salterà il prossimo impegno contro il Torino. Possibile che il talento del Milan non sia in grado di dominare i propri nervi? Possibile che non riesca a compiere l’ultimo salto di qualità diventando un campione a tutto tondo? Dopo quel gestaccio arrivano i «buu» dalla curva. Non c’è mai limite al peggio, purtroppo. Toccherà a Seedorf provare a vincere questa sfida.

Nuovi scenari Dopo il gol di Supermario il Milan non si accontenta del pareggio. E questo è un segnale importante. È così che ragionano le grandi squadre. O quelle che lavorano per diventarlo. E al 45’ arriva il gol del 2-1. Angolo di Honda e acrobazia vincente di Pazzini, entrato a inizio ripresa. Il Pazzo può diventare il terminale perfetto per il 4-2-3-1 caro a Clarence. E Balotelli, spostato a sinistra, può avere lo spazio per diventare ancora più incisivo. Indicazioni interessanti per il futuro. Resta, intanto, una vittoria preziosa dal punto di vista psicologico e per la classifica. La Champions è lontana una vita. Insomma, un sogno. Ma la rincorsa all’Europa League può essere un obiettivo.

La gara La partita l’ha fatta il Milan. Come per Balotelli, sia nel bene sia nel male. Da arrossire il pasticcio che regala al 28’ il gol al Cagliari. Amelia svirgola il pallone servendo involontariamente Pinilla. L’attaccante serve subito al centro Sau che si beve Bonera e deposita in rete. Un episodio che suggerisce due domande. Era il caso di mandare in campo Amelia che era sbarcato a Cagliari zoppicando a causa di un ginocchio malconcio? Cosa succede a Bonera colpevole di un avvio di partita imbarazzante? La squadra di Lopez commette l’errore di non sfruttare la fragilità difensiva rossonera e le sofferenze in mezzo al campo di Montolivo e De Jong. Si limita ad aspettare gli avversari. Un autogol. Ed ecco il Milan «bello». Quello capace di costruire sei-sette comode occasioni da gol grazie ai movimenti dei suoi attaccanti.

«Gol» di Seedorf Tanta qualità negli ultimi trenta metri ma anche tanta imprecisione. Al tiro al bersaglio partecipano un po’ tutti. Avramov (il migliore del Cagliari) è bravo a neutralizzare le conclusioni di Balotelli e Honda (clamoroso l’errore su un colpo di testa quasi a botta sicura) e nella ripresa è fortunato quando Supermario e Honda sbagliano praticamente due rigori in movimento. Un «gol» lo segna anche Seedorf inserendo Pazzini prima e Muntari dopo. Due mosse che incidono in maniera importante nella clamorosa rimonta.

Problemi Milan Certo, il tecnico olandese farà bene a dare il giusto valore a questo successo. I problemi restano, soprattutto, a centrocampo (Montolivo non è un incontrista) e in difesa. L’arrivo di Essien, ginocchia permettendo, potrebbe dare una mano. E Clarence deve augurarsi di recuperare prima possibile Zapata. Prezioso, forse indispensabile, per la doppia sfida di Champions contro l’Atletico Madrid. E il Cagliari? Per la squadra di Lopez un’altra clamorosa rimonta casalinga. Prima la Juve, ora il Milan. Cellino oltre a pensare al Leeds farà bene a regalare un paio di elementi al suo allenatore oltre al brasiliano Adryan. La classifica comincia a piangere.

Fonte: Gazzetta dello Sport