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Milan, gambe-mente-orari: ecco il decalogo di Seedorf

Seedorf Kakà

Seedorf Kakà

La rivoluzione è iniziata senza grande clamore. Giorno dopo giorno, una piccola innovazione dopo l’altra, per lasciare la sua impronta ovunque. Clarence Seedorf non è mai stato un giocatore ordinario, difficile immaginare che scegliesse la strada dell’omologazione una volta diventato allenatore. Così nel suo primo mese e mezzo di Milan ha cambiato tante cose, occupandosi dell’aspetto tecnico, ma anche di quello pratico e psicologico: ecco la rivoluzione del Professore in dieci mosse.

1Bye bye Guns Una delle prime cose cambiate è stata la musica che accompagna l’ingresso in campo e il riscaldamento a San Siro: Seedorf l’ha fatta scegliere ai giocatori attraverso un video motivazionale, che ha dato sensazioni positive a tutta la squadra. Così si è passati da «Sweet Child O’ Mine» dei Guns N’Roses a «Can’t Hold Us» di Macklemore&Lewis.

2 Fascia ballerina Le motivazioni per Clarence sono molto importanti. Per questo a Napoli il tecnico ha bypassato la consuetudine di dare la fascia al più anziano come presenze in assenza di Montolivo e ha scelto di metterla al braccio di Mexes, nella speranza di responsabilizzarlo (decisione che però non ha ottenuto gli effetti sperati in campo e ha creato qualche mugugno nel gruppo).

3 Le pieghe della mente L’aiut di uno psicologo può essere prezioso: così Seedorf ha riportato a Milanello Bruno De Michelis, collaboratore storico di Capello e di Ancelotti, per farsi aiutare a capire i bisogni e le necessità dei suoi giocatori. Il tecnico punta molto sull’aspetto emotivo e mentale per risalire la classifica.

4 Stringiamoci forte Un’altra innovazione introdotta con lo scopo di cementare il gruppo è l’abbraccio collettivo negli spogliatoi. Il tecnico l’ha chiesto ai suoi dopo il successo conquistato negli ultimi minuti contro il Verona e da quel giorno è stato ripetuto ogni volta.

5 Doppia conferenza Clarence è sempre stato un grande comunicatore: così alla classica conferenza stampa della vigilia a Milanello ha affiancato un incontro con i giornalisti locali in occasione delle trasferte, per dare anche a loro la possibilità di fare domande. Un modo per dare più visibilità anche all’iniziativa rossonera «Il Milan e gli oratori».

6 Addio mattina Ovviamente le novità non riguardano soltanto l’aspetto mentale, ma anche la parte pratica. Ad esempio, l’orario degli allenamenti. In questo periodo, con settimane che non prevedono doppie sedute, la squadra inizia sempre a lavorare alle 15. Indipendentemente dall’orario in cui si gioca la partita successiva. Si riprende il pomeriggio anche il giorno dopo aver giocato, mentre con Allegri il defaticante era rigorosamente mattutino. Il motivo? Seedorf vuole lasciare ai giocatori la possibilità di riposare un po’ di più al mattino, in modo da essere al top nel primo pomeriggio.

7 Scarico Da quando è arrivato Clarence, un giorno alla settimana è destinato a un lavoro atletico piuttosto consistente, seguito da un giorno di scarico. Qualcosa di normale, se non fosse che sino ad ora la seduta di scarico (da svolgere per lo più in palestra) spesso è coincisa con l’antivigilia delle partite di campionato. Ovvero la giornata che la precedente gestione tecnica dedicava rigorosamente alle prove tattiche. Seedorf invece le spalma fino alla rifinitura della vigilia.

8 Rifinitura… estera Restando in tema di allenamenti, ci sono diverse novità anche in vista della trasferta di Champions a Madrid, la prima di Seedorf. Allegri, in vigilia, preferiva dirigere l’ultima sgambata a Milanello e decollare a metà pomeriggio, mentre alla vigilia dell’Atletico la squadra partirà da Malpensa alle 10 del mattino e si allenerà al Calderon. Cambia anche il rientro: non più la notte stessa della partita, ma il giorno dopo, con decollo da Madrid alle 13.30.

9 Riunioni di reparto Cambia il pre-partita. La riunione tecnica non è più (o almeno, non solo) un unico briefing, ma compiti e incombenze tattiche si affrontano reparto per reparto: difesa, centrocampo e attacco.

10 Milanello meno blindato Ovviamente quando si arriva al clou delle prove tattiche, Milanello diventa terra inospitale per tutti i mass media (e a volte anche per gli «interni»), che devono lasciare il centro sportivo. Ma in altre situazioni Seedorf permette di assistere liberamente, da bordo campo, a parte degli allenamenti.

Fonte: Gazzetta dello Sport