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Milan, ultima chiamata per l’Europa

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Come all’aeroporto: last call . Ultima chiamata. E’ vero, è un ritornello che abbiamo ripetuto spesso, ma se il ragionamento sta ancora in piedi significa che c’è la buona notizia: si può fare, nonostante tutto (la mole di problemi vissuti fin qui) e nonostante tutti (insomma, là davanti non è che le lepri stiano facendo proprio le lepri). La missione Europa del Milan entra nel vivo, e non potrebbe essere altrimenti: alla bandiera a scacchi mancano tredici curve e d’ora in avanti qualsiasi errore di traiettoria potrebbe risultare fatale.

Identità Allegri amava fissare dei traguardi volanti, di volta in volta. A ottobre magari parlava di Natale e a dicembre pensava a fine febbraio, raccontando che la classifica sarebbe stata molto diversa. Lo scorso campionato furono proiezioni perfette, e chi nel tardo autunno gli dava del visionario si dovette ricredere. Quest’anno l’oracolo ha fallito e Seedorf è troppo accorto per dare in pasto ai media scadenze precise. La crescita inizia a fare capolino, ma l’olandese è in sella da nemmeno un mese e mezzo: il rischio di farsi male è troppo elevato. Così si va avanti con la politica del «giornata dopo giornata», con l’auspicio che il Milan ritrovi definitivamente idee e identità.

Preliminari Intanto la classifica strizza l’occhiolino. Ovviamente nemmeno il più inguaribile degli ottimisti osa mettere gli occhi sul terzo posto occupato dal Napoli 16 gradini più in su. Servirebbe un suicidio. Però il sesto e il quinto posto, che aprono le porte dell’Europa League e sono rispettivamente gestiti da Verona (a +4) e Inter (a +5), sono raggiungibili. Con tutti gli stenti dei primi mesi stagionali, è già un successo poterne parlare. Più complicato puntare alla quarta piazza della Fiorentina (+10), ma è comunque doveroso provare ad arrivare più in su possibile non solo per questione di semplice prestigio in classifica, bensì per il numero di turni preliminari: più la posizione in classifica è bassa, prima si inizia a giocare. E la preparazione estiva viene sconvolta.

Cammino Galliani ha fatto notare che il Milan, con 13 punti nelle ultime sei gare, ha ripreso il cammino abituale. Volendo fare qualche calcolo basandosi sullo scorso campionato, il sesto posto fu della Roma a quota 62. In questo momento al Milan, che ha 35 punti, ne mancherebbero 27 con 13 partite da giocare. E’ evidente come i margini di errore non siano troppo ampi, senza dimenticare che, oltre alla Lazio a pari punti, bisogna guardarsi dalla concorrenza di Torino (un punto sopra) e Parma (due sopra con una gara in meno). Un anno fa dopo 25 giornate i rossoneri erano a 44 e chiusero a 72: significa 28 punti, e significa che se il Milan riuscisse a tenere quella media l’Europa sarebbe una certezza. Il calendario da qui a Pasqua (20 aprile) dice che sulla carta ci sono tre partite difficili (Juve, Lazio, Fiorentina), tre medie (Udinese, Parma, Genoa) e tre più semplici (Chievo, Catania, Livorno). A quel punto si tireranno le somme e la politica del day by day dovrà cedere il posto alle reali ambizioni.

Fonte: Gazzetta dello Sport