Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso

L’intervista completa della Gazzetta dello Sport di oggi a Rino Gattuso, ex mediano del Milan e amico fraterno di Inzaghi:

Gattuso allenerà in Grecia, Inzaghi sarà sulla panchina del Milan. Se l’aspettava questa scelta da parte del suo ex club?
«Beh, non è ancora ufficiale, però era naturale che Pippo arrivasse in prima squadra. Allena le giovanili da due anni, ha fatto molto bene. Però un allenatore giovane va protetto e appoggiato dalla società».

Quando giocava si capiva già che Pippo sarebbe diventato un buon tecnico?
«Tutti pensano che lui giocasse solo con l’istinto, invece c’era un grande studio dietro. Nessuno conosceva i difensori avversari bene come lui».

E’ vero che è molto superstizioso?
(ride) «Pippo arrivava sempre con due borsoni per portare tutti i suoi portafortuna: le mutande della doppietta, le scarpe della tripletta e così via…Ora deve solo sperare di addormentarsi la sera…».

Inzaghi ha raccontato che da giocatore dormiva mentre da tecnico no. Anche a lei allenare fa perdere il sonno?
«Altroché. Pensi sempre di non aver fatto abbastanza. Io però non dormivo neanche da giocatore…».

Parliamo di Nazionale: chi può essere il Grosso del 2014?
«Cassano ha una grande occasione, a Parma ha trovato continuità ma non ha ancora dimostrato al 100% il campione che è. Ora è cresciuto, è diventato papà, si parla poco di lui fuori dal campo. L’Italia può fare affidamento su Antonio».

Che cosa pensa di Balotelli?
«Mario ha la dinamite al posto dei piedi, non deve perdere energie con facebook e twitter e pensare solo al Mondiale. Può fare bene».

Il Milan deve cederlo?
«Se la squadra gira lui fa la differenza. Si deve ripartire da Balo».

Dove può arrivare l’Italia?
«Spero il più in alto possibile. Prandelli ha cambiato la mentalità. Io per esempio avrei fatto fatica a trovare un posto, visto che lui gioca senza un incontrista. E’ una squadra che punta sul bel gioco».

Chi sono le sue favorite?
«Il Brasile ha il pubblico, poi c’è la Germania, ma occhio anche all’Argentina: li ho visti 4-5 volte, giocano da squadra».

La sua rivelazione?
«Non dobbiamo sottovalutare l’Uruguay. Poi il Belgio, che ha grande qualità».

Il Milan è reduce da una delle peggiori stagioni dell’era Berlusconi. Come si riparte?
«Bisogna ricominciare dagli esempi: quando smisero Maldini e Costacurta c’era grande preoccupazione, ma noi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo seguito le loro orme. Chi arriva al Milan deve capire che possono cambiare i campioni, ma la storia resta».

Il dualismo Barbara-Galliani può funzionare?
«E’ una cosa nuova, serve tempo ma io credo di sì. Però quando ci sono troppe teste c’è il rischio che venga meno l’istinto».

Maldini ha dichiarato che il Milan che ha vinto la Champions nel 2007 era a fine ciclo e da lì è cominciata la discesa. Lei che ne pensa?
«Non sono d’accordo al 100%. Poi sono arrivati Ibrahimovic e Thiago Silva e abbiamo vinto lo scudetto, c’era gente di carisma. Credo che Paolo intendesse dire che bisognava far crescere i giovani, nel Milan fanno fatica ad emergere».

Anche lei pensa, come Maldini, che il Milan abbia bisogno di un diesse?
«Il diesse non serve, finché c’è stato Braida lui e Galliani erano due persone in una. Ci vuole solo qualcuno che dia una mano a Galliani, il migliore di tutti».

E’ vero che Berlusconi vuole fare la formazione?
«Non ho mai visto Berlusconi venire nello spogliatoio e parlare di calcio all’allenatore. E’ sempre stato impeccabile».

Quanto ci vorrà per rivedere un Milan competitivo?
«Ci vogliono giocatori forti. I soldi in queste stagioni sono stati spesi, solo che non sono arrivati i risultati. Bisogna capire perché».

Redazione MilanLive.it