Saponara: “Pronto a trasformarmi in mezzala”

Saponara
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Trasformazione tattica per Riccardo Saponara, il baby centrocampista che il Milan ha riscattato dal Parma qualche settimana fa; il calciatore sembrava pronto a lasciare Milanello in prestito, poi è arrivata l’idea di Inzaghi: trasformarlo in mezzala, ruolo utile nei suoi schemi. Ecco cosa ha rivelato il classe ’91 a Tuttosport:

Saponara, in pochi giorni è passato dal possibile ritorno all’Empoli , in prestito , a un nuovo ruolo da ricoprire nel Milan: cambia in fretta la vita, vero?
«Un bel segnale sì. La scorsa settimana stavamo progettando insieme alla società il mio futuro e sembrava potessi trovare un’altra sistemazione per la prossima stagione. Invece mi ha chiamato il dottor Galliani, mi ha bloccato e mi ha detto che sarei rimasto un giocatore rossonero anche nell’annata ventura. Una bellissima dimostrazione di fiducia».

Che si unisce al riscatto operato un paio di settimane fa, quando il Milan ha comprato la seconda metà del suo cartellino dal Parma.
«Quel gesto, nonostante fossi reduce da una stagione difficile, mi ha dato carica e ringrazio il Milan per la stima nei miei confronti. Il club mi sta dando un’opportunità importante che non voglio fallire».

A “Tuttosport” del 6 marzo 2013 lei dichiarò: «Sono un trequartista, ma potrei adattarmi benissimo al ruolo di mezzala nel centrocampo a tre». Lei aveva già individuato il suo destino.
«Il mio ruolo del futuro è quello, mi stuzzica molto, mi piace. Ho voglia di iniziare subito la preparazione per imparare a farlo nel migliore dei modi. Sono convinto che posso rendere al meglio come mezzala, mi vedo a sinistra, ma posso adattarmi anche sul lato opposto».

Ma se il Milan durante l’estate acquistasse un centrocampista e le chiedesse di andare in prestito?
«So come funzionano le cose, il mercato è lungo. C’è tempo per capire cosa pensa il mister e cosa ritiene giusto la società. Attendo di iniziare, sono sicuro che avrò modo di rimanere a Milano».

Stuzzicato dall’idea di essere allenato da Inzaghi?
«Mi hanno raccontato tutti che vive per il calcio, è attento a ogni singolo aspetto degli allenamenti, del pre e del post gara. Sono curioso e motivato, anche perché finora ci siamo scambiati solo qualche battuta a Milanello e non vedo l’ora di approfondire il nostro rapporto».

Che obiettivo si pone per la stagione che sta per iniziare?
«Guadagnare la fiducia dell’allenatore e conquistare un posto da titolare. È un obiettivo ambizioso, ma penso di avere i mezzi per farlo, è un traguardo stimolante e raggiungibile».

Avrà un concorrente in meno. Kakà è andato via, dispiaciuto?
«Sicuramente il Milan perde un grande giocatore, però penso che sia Ricky sia
che
la società abbiano fatto le valutazioni del caso e abbiano preso le decisioni più giuste».

Com’è stato allenarsi quotidianamente con il suo idolo di sempre?
«Personalmente è stato bellissimo e particolare vivere per tanti mesi vicino a Kakà. L’ho conosciuto bene e anche dopo averlo visto per una stagione nello spogliatoio, ai miei occhi è rimasto l’idolo di sempre. Ha mantenuto la sua aurea… Porterò con me un ricordo speciale, ho cercato di rubargli tutti i segreti, in primis le doti umane e la grande professionalità».

Facendo un passo indietro, che bilancio fa del suo primo campionato in serie A?
«Al di là dei numerosi problemi fisici, in particolare la pubalgia che mi ha tagliato le gambe durante la preparazione, colpa di un torneo di B estenuante e dell’Europeo Under21 (estate 2013, n . d . r . ), è stata un’esperienza favolosa. Sono sempre stato un tifoso rossonero e giocare per il Milan mi ha fatto crescere come persona. Diciamo che ho preso le misure della serie A e sono pronto per dare il meglio».

Ha seguito l’Italia ai Mondiali?
«In questi due mesi ho staccato col pallone giocato e parlato, ho visto pochissime gare. Mi sono rilassato e poi, insieme a un preparatore che mi ha seguito anche in passato, ho iniziato a lavorare per farmi trovare subito pronto all’inizio del ritiro. Purtroppo l’anno scorso non ho potuto avere continuità e questo ha condizionato tutto, a partire dal mio ambientamento. Devo ritrovare la forma migliore, i miei standard atletici per poter dire la mia fin da subito».

Redazione MilanLive.it