Dario Simic
Dario Simic

Intervistato da MilanNews.it, Dario Simic ha raccontato la propria avventura in rossonero. Il difensore croato ha vestito la maglia del Milan dal 2002 al 2008.

Ciao Dario come stai? Cosa fai ora che hai smesso con il calcio?
“Dopo l’esperienza a Monaco nel 2010 ho smesso con il calcio giocato chiudendo la carriera. Sono tornato a Zagabria dove ho una casa e tre figli, che però sono nati a Milano. Ognuno nelle finali di Champions, nel 2003, nel 2005 e l’ultimo nel 2007. Infatti al dottor Galliani scherzando ho detto di voler fare pure il quarto così anche il Milan ritorna in finale (ride). Con mia moglie ho vissuto a Milano, sono stati anni bellissimi. Il Milan è difficile da dimenticare”.

Qual è il ricordo più bello che hai del Milan?
“Quando abbiamo vinto la finale di Champions League contro la Juventus, la prima volta è stata un’emozione indescrivibile. Anche ad Atene è stata bella ma quella di Manchester ha trasmesso più emozioni. Però tutti i sei anni li ho vissuti bene, perchè la squadra era straordinaria, bravi ragazzi, avevamo un gruppo stupendo. A a parte i risultati avevamo Ancelotti come allenatore, ma il gruppo era davvero unito. C’era il nucleo della squadra fatto di italiani, quelli più bravi in Italia, poi si aggiungevano stranieri molto forti ma l’anima del Milan era italiana, così deve essere se vuoi vincere”.

Tra l’altro grazie al progetto Milan Glorie sei ancora in contatto con diversi ex compagni di quella squadra…
“Si è un bel progetto, la prima volta abbiamo giocato in Iran e ho rivisti vecchi amici, siamo stati insieme, abbiamo ricordato i vecchi tempi e quello che abbiamo vissuto da giocatori, una bella esperienza”.

Italia e Croazia sono nello stesso girone e tra poco si affronteranno, sono entrambe favorite per il passaggio del turno?
“L’Italia e la Croazia hanno le stesse possibilità di qualificarsi, sono entrambe favorite per andare avanti poi contro l’Italia abbiamo sempre giocato bene, contro una grande squadra diamo sempre qualcosa in più. La Croazia è un gruppo veramente interessante, formato da gente di esperienza internazionale come Modric, Rakitic, Mandzukic e Srna. Gente che fa le coppe europee da anni e possono fare davvero bene”.

Come vedi Inzaghi sulla panchina del Milan? Ti aspettavi un inizio così?
“Quando giocavo insieme a lui vedevo grande passione per il calcio. Ricordo che mentre noi avevamo altri hobby lui parlava solo di calcio, conosceva a memoria tutti i giocatori dalla serie A alla D, tutti i nomi e caratteristiche. Poi leggeva bene la partita, sapeva sempre cosa fare in campo. Era sempre allegro, mi divertivo a parlare con lui. Non mi aspettavo che sarebbe diventato così velocemente un allenatore, ma ha fatto bene a fare esperienza con la formazione Primavera, è importate iniziare con i giovani prima di arrivare sulla panchina della prima squadra. Ora sta diffondendo la sua energia per i ragazzi”.

Non è più il grande Milan in cui giocavi tu, secondo te questa squadra può rilanciarsi per tornare in Europa?
“Il Milan ha cambiato tanto, prima comprava i migliori giocatori del mondo e nessuno voleva andare via. Ora invece c’è crisi in Italia e il Milan ha cambiato strategia. Ci vogliono progetti fenomenali per ottenere i risultati di prima. La società non può permettersi i migliori giocatori come una volta perciò deve trovare gente giovane e promettente. Deve attuare un progetto di cinque anni e poi otterrà i risultati. Sarà molto difficile competere per l’Europa, in Italia invece può andare meglio rispetto allo scorso anno”.

Abate ha iniziato col piede giusto la stagione. I due centrali Alex e Rami sembrano dare qualche garanzia in più. Come ti sembra la difesa milanista?
“Mi è piaciuto l’avvio di Abate. E’ veloce e ha parecchia resistenza, gioca ad alti livelli. Poi c’è gente esperta come Bonera che ormai è un senatore, ha giocato sempre per la squadra. Alex lo osservavo da vicino quando ha giocato contro di noi al Monaco, si vedeva che era un bravo difensore. Anche Zapata quando viene chiamato in causa risponde presente. Il Milan ha potenzialmente una difesa solida, quest’anno è vero che hanno subito tanti gol ma bisogna mettere in conto che si pratica un calcio offensivo, il Milan segna anche tanti gol”.

 

Redazione Milanlive.it

 

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