Filippo Inzaghi (Getty Images)
Filippo Inzaghi (Getty Images)

Filippo Inzaghi nella giornata di ieri ha concesso un’intervista a Milan Channel nella quale ha fatto un resoconto sul rendimento della squadra in questi primi mesi sotto la sua gestione: “Siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo ancora crescere. La cosa che mi rende felice è che i tifosi hanno ritrovato dignità e coraggio in questa squadra. Fermarci non è il massimo visto l’ottimo momento, ma sono sicuro che dopo la sosta andremo meglio. Abbiamo la consapevolezza di giocarcela con tutti, nessuno ci è mai stato superiore: con la Juventus ce la siamo giocata fino all’80′. Dovremo essere bravi a sfruttare queste tre ultime gare del girone d’andata, potrebbero essere quelle per smuovere la classifica“.

 

Pippo ha poi parlato di obiettivi importanti: “Quando si parlerà di scudetto? Al più presto. L’ambizione del presidente e mia è di tornare a primeggiare, non faccio l’allenatore per perdere tempo. Torneremo il Milan che siamo sempre stati“.

 

Sul suo mentore Carlo Ancelotti si è così espresso: “Sono sicuro che lui tornerà al Milan, magari non come allenatore perché ci sono io… Si fa voler bene da tutti, anche chi gioca meno: è eccezionale, già mi andrebbe bene vincere la metà di quello che ha vinto lui“.

 

Sull’assenza di Keisuke Honda a gennaio ed il modulo da schierare l’allenatore del Milan ha spiegato la sua posizione: “Questa squadra fa fatica a giocare con due centrocampisti, tre sono il numero giusto: davanti potrò variare, potrò giocare col trequartista e due attaccanti, penso a Saponara o a Bonaventura. Montolivo? Lui ha un carisma difficilmente sostituibile. Gli faccio i complimenti, va premiata la sua professionalità“.

 

C’è ancora tanta fiducia in Stephan El Shaarawy nonostante le recenti esclusioni: “Ci sono certi giocatori che sono stati etichettati in modo ingiusto: mi auguro che Stephan torni a farci gioire in tutte le partite, tengo tanto a lui. Bisogna fare delle scelte, si va in campo in undici, ma la mia stima è tanta“.

 

Infine Inzaghi ha parlato della rinascita di Philippe Mexes, passato da emarginato a titolare nella difesa rossonera: “All’inizio ero stato chiaro: avendo preso Alex con Rami e Zapata, gli dissi che non avrebbe avuto il posto sicuro. Lui mi rispose che se la sarebbe giocata: ora merita di giocare, e i complimenti vanno a lui“.

 

Redazione MilanLive.it