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Dieci anni fa il calcio italiano era molto diverso da oggi. Questo anche grazie ad Andry Shevchenko che vinse il Pallone d’Oro. E’ lui uno dei giocatori più forti che ci siano stati in Italia negli ultimi 20 anni. L’attaccante ucraino, che ha segnato 172 gol in nove stagioni di Milan, è stato intervistato da Fifa.com, per ricordare insieme quando era lui il  giocatore più forte del mondo: “Vincere il pallone d’oro significa molto. L’ho sognato quando ero ragazzino, ci sono andato vicino un paio di volte. Posso dire di aver realizzato un sogno. Ma già dal giorno dopo sono tornato alla vita normale: a pensare alla partita dopo e a vincerne il più possibile. Quell’anno mi è rimasto ben impresso, è stata una delle mie migliori stagioni. Con il Milan avevamo fatto molto bene sia in campionato che in Champions, con la Nazionale ci eravamo qualificati ai Mondiali del 2006. Sapevo che se volevo vincere il Pallone d’Oro dovevo fare qualcosa di importante anche con l’Ucraina: nei primi mesi della stagione abbiamo giocato contro Turchia e Danimarca, dove ho fatto gol pesanti. Credo che anche questo mi abbia aiutato a vincere”.

 

Sheva parla poi dei tre finalisti di quest’anno: Neuer l’ho visto al Mondiale. E’ stato fantastico. Non era solo un portiere, ma anche l’ultimo uomo in difesa: partecipava al possesso palla, aiutava i suoi compagni in fase difensiva. Ronaldo e Messi hanno grandi possibilità di vincerlo di nuovo. Cristiano Ronaldo è stata la stella del Real che ha vinto la Champions. Messi, anche se non sembra, ha disputato un Mondiale fantastico, giocando per la squadra. Alla fine, io credo che lo vincerà Neuer. Ancelotti? Carlo è un grande allenatore. Ho tanti ricordi legati a lui, siamo rimasti amici. Ero felice quando l’ho visto vincere la Champions. Loew si è meritato di vincere il Mondiale, ha motivato molto bene la squadra: è riuscito a gestire la pressione nell’allenare tanti campioni. La Germania giocava un gran calcio, si vedeva che in campo si divertivano. Sembrava che pressassero gli avversari per novanta minuti. Simeone? Mi piace molto il lavoro che ha fatto e sta facendo con l’Atletico. Una squadra aggressiva che dà sempre il cento per cento in campo, come faceva lui quando giocava. Capisce molto bene le tattiche di gioco e sa come motivare i suoi ragazzi”.

 

Shevchenko in carriera ha vinto molto anche con i club. Una vittoria però spicca su tutte: “Il ricordo più bello è stata la Champions vinta con Carlo (Ancelotti ndr). C’era uno spirito positivo, la squadra aveva voglia di vincere, avevamo un grande rapporto con l’allenatore”.

 

Redazione MilanLive.it