Milan-Sassuolo (Getty Images)
Milan-Sassuolo (Getty Images)

La sconfitta contro il Sassuolo è l’ennesima conferma che la stagione del Milan è destinata a vivere di alti bassi, come se si trattasse delle montagne russe. Si è volati in alto dopo i buoni risultati ottenuti contro Napoli e Roma (qualcuno anche dopo il successo sul Real Madrid), ma dopo il k.o contro la squadra di Eusebio Di Francesco si è ritornati alla triste realtà di una squadra che non riesce ad avere continuità e che ha difficoltà a sviluppare un gioco diverso dal contropiede. Se mancano gli spazi i nostri giocatori faticano molto e Filippo Inzaghi non sembra ancora essere in grado di insegnare qualcosa di diverso.

 

Nei primi 20 minuti il Milan era partito bene e con il gol di Poli sembrava che la partita si fosse messa sul binario giusto. Poi è arrivato un inaspettato blackout sia fisico che mentale ed il Sassuolo è diventato padrone del campo e del gioco. I nostri avversari non hanno fatto nulla di particolarmente eccezionale, solo sfruttato i nostri errori e la nostra assenza sul campo.

 

La difesa è tornata a traballare. Soprattutto i terzini hanno deluso. Piazzare Adil Rami a destra per contenere un giocatore rapido come Nicola Sansone si è rivelata una scelta infelice da parte di Inzaghi. Il gol del pareggio emiliano ne è una prova evidente. Il francese ha letteralmente perso il suo diretto avversario. Ha deluso molto anche Mattia De Sciglio, che ormai sembra sempre più un lontano parente dell’ottimo terzino visto due anni fa e che sembrava destinato ad un futuro radioso. E’ ancora giovane e può migliorare, ma la sua stagione è fortemente negativa sino a qui. I centrali sono stati messi in difficoltà dunque. Alex ci ha messo alcune pezze, mentre Cristian Zapata qualche piccolo brivido lo ha ‘regalato’.

 

Il centrocampo ha faticato sia in fase di contenimento che in quella di costruzione del gioco. Michael Essien si è reso protagonista di una prestazione imbarazzante e la maggior parte dei tifosi vorrebbe chiedere ad Adriano Galliani perché ha buttato via diversi milioni per lo stipendio di un ormai ex giocatore. Male anche Riccardo Montolivo, colui dal quale ci si dovrebbe aspettare qualità nelle giocate. Il capitano rossonero non era in giornata. Andrea Poli bene negli inserimenti, meno nel resto.

 

Capitolo attaccanti. Giacomo Bonaventura è l’unico che ha lottato fino alla fine, pur senza rendersi protagonista di una grande partita. Assenti ingiustificati Stephan El Shaarawy e Jeremy Menez, bocciati quest’oggi. E’ ora che Inzaghi riveda invece l’utilizzo di Giampaolo Pazzini al centro dell’attacco. Su Alessio Cerci c’è poco da dire invece, serve qualche partita per poterlo valutare meglio.

 

Veniamo ora al calciomercato Milan. Si è parlato dell’ingaggio ormai definito di Suso, in scadenza con il Liverpool. L’ennesimo giocatore d’attacco. Questa squadra ha però bisogno di nuova linfa e di qualità sia in difesa che a centrocampo. E’ ora che la società se lo metta in testa. Nel reparto arretrato serve un centrale rapido, bravo in marcatura e bravo ad impostare. Necessitiamo anche di un terzino sinistro abile nelle due fasi. In mezzo bisogna trovare un regista vero, con personalità, in grado di prendere in mano le redini della squadra e di smistare velocemente il pallone dando anche qualità alla manovra.

 

Purtroppo i giocatori buoni che possono far compiere un salto di qualità non si trovano a parametro zero o ai saldi, dunque ipotizzare l’arrivo di giocatori importanti è utopia sfortunatamente. Ma è ciò che servirebbe al Milan per svoltare e diventare competitivo. Servono investimenti mirati, non gli hip hip hurrà di Silvio Berlusconi.

 

Matteo Bellan