Zvonimir Boban (foto dal web)
Zvonimir Boban (foto dal web)

Zvonimir Boban, ex giocatore del Milan e attuale opinionista su Sky Sport, è sempre molto lucido ed obiettivo quando si tratta di commentare ciò che avviene nel club rossonero. E anche nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera esprime molto chiaramente quello che è il suo pensiero in questo momento: «C’è un grave errore di prospettiva: una grande confusione tra quello che si è e quello che si pensa di essere. Presunzione? Sì. Qualcuno ha creduto in qualcosa che non potrà mai esistere, almeno con questa rosa. E dopo qualche partita fatta molto bene, almeno sul piano caratteriale, fino ai buoni match contro Napoli e Roma, la convinzione di essere altro da sé, sostenuta anche troppo a livello mediatico, ha provocato questo rilassamento».

 

Il croato ha spiegato cosa lo sta colpendo maggiormente in negativo: «Più ancora che i risultati, è il come stanno arrivando. La rosa non è straordinaria, ma non è peggio di Samp o Empoli. Avete visto il primo tempo con l’Atalanta? Inaccettabile».

 

Le cause di questa brutta situazione in casa Milan sono le seguenti a suo avvisto: «Troppi giocatori che non sanno giocare bene con gli altri, che non corrono con continuità, che sono incompatibili con l’idea di un gioco fluido. Un giocatore individualista funziona se inserito in un tessuto tattico armonico, sennò è controproducente. Ma, vista così, questa è una squadra che non potrà mai giocare bene».

 

Boban ha poi preso le difese di Filippo Inzaghi: «Per Pippo non è facile, come tecnico sta maturando. Sottovoce aveva fatto capire che questo Milan non è da terzo posto, ma i messaggi trionfalistici della società hanno creato guai anche a lui».

 

Sulla questione del falso nove si è così espresso: «L’errore Fernando Torres ha scombinato tutto. Con il falso nove Inzaghi ha fatto di necessità virtù, ma un vero centravanti è la base del calcio, soprattutto nei momenti difficili. Se mi piace Menez? Sì, ma come esterno, uomo di dribbling e assist. Anche se la sua imprevedibilità è un’arma a doppio taglio: può sorprendere gli avversari ma anche i compagni».

 

Duro il commento su Silvio Berlusconi: «Il presidente purtroppo ha perso la visione di ciò che il calco è diventato oggi. Quello che ha fatto Berlusconi è una cosa, quello che fa ora è un’altra. Proprio come il Milan. Da genio della comunicazione ha lanciato messaggi surreali, ma alla fine la verità vince sempre».

 

Ha poi espresso la sua opinione sui fischi dei tifosi a San Siro che piovuti addosso ai giocatori contro l’Atalanta: «Normale. Si sentono presi in giro. Vorrebbero dei guerrieri e non li vedono. Perché alla tua squadra può anche mancare il gioco, non il gruppo e il senso di appartenenza».

 

Sul ritorno di Arrigo Sacchi si dimostra invece contrario: «Io lo adoro, è il più grande rivoluzionario del calcio, però dico: Arrigo basta. Perché sarebbe ingombrante e di cattivo gusto. Come consulente esterno, perfetto. Di più, un puro anacronismo».

 

Sulla strana coppia Adriano Galliani-Barbara Berlusconi che non sembra granché funzionare ha detto: «È talmente evidente… È un’assurdità avere due amministratori delegati».

 

Boban presidente ecco cosa farebbe: «Ristabilirei gerarchie e chiarezza istituzionale. Chiamerei Paolo Maldini».

 

Redazione MilanLive.it