(Getty Images)
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Giornata importante ieri a Milanello per Filippo Inzaghi. La Gazzetta dello Sport riporta che Pippo si è recato presso in centro sportivo di Carnago in mattinata per una riunione con lo staff tecnico volto ad analizzare a fondo la sconfitta contro l’Atalanta a San Siro. Poi c’è stato l’intervento di Adriano Galliani, che ha parlato sia con lui che con i giocatori. Infine l’allenatore rossonero ha avuto un confronto diretto con i suoi ragazzi.

 

Possiamo parlare di confronto proprio perché anche i calciatori hanno sottolineato cosa non va. Riccardo Montolivo ed altri senatori del Milan hanno evidenziato il fatto di avvertire un deficit atletico nei confronti degli avversari. Inzaghi ha risposto che devono impegnarsi di più in allenamento e dare il massimo in qualsiasi momento. Non sono più tollerabili tutte quelle leggerezze che hanno portato la squadra a subire tanti gol, diversi evitabilissimi. Tra le disattenzioni sulle palle inattive ed altri ‘regali’ (come quello di Jeremy Menez contro l’Atalanta) sono stati lasciati per strada molti punti che adesso consentirebbero di avere una situazione di classifica decisamente più serena.

 

Per quanto concerne il tema tattico, i giocatori hanno affermato di sentirsi più sicuri quando si gioca con una vera prima punta alla quale si possa lanciare il pallone nei momenti difficili, in modo tale che essa protegga palla e faccia salire la squadra aprendo anche gli spazi ai compagni. Si avverte la mancanza di un punto di riferimento. Contro l’Atalanta Menez ha vagato per il campo senza essere minimamente d’aiuto.

 

Domenica sicuramente Giampaolo Pazzini avrebbe giocato titolare se non avesse avuto la febbre e si sarebbe giocato con il modulo 4-2-3-1, utilizzato nel secondo tempo per provare a recuperare lo svantaggio. Inzaghi sta studiando questa soluzione, che consentirebbe di vedere Montolivo in cabina di regia sgravando Nigel de Jong dai compiti di costruzione del gioco. E’ stato fatto notare che gli esterni ricevono pochissime volte la palla nello spazio e sulla corsa. E’ anche vero che il movimento senza palla non lo fa quasi nessuno, Abate e Poli esclusi, ma è altrettanto vero che per innescare un giocatore servono anche piedi delicati. L’olandese non li ha, possiede altre caratteristiche e non gli si può affidare l’impostazione della manovra di gioco. Averlo fatto finora ha prodotto scarsi risultati e abbiamo visto un Milan lento e prevedibile. Rispetto ad inizio stagione ci sono meno tagli e incroci.

 

Inzaghi pensa al cambio di modulo e il 4-2-3-1 sembra la soluzione ideale. Ma non vuole dare alibi ai suoi calciatori e pretende che essi non si nascondano dietro a queste problematiche di tipo tattico. Finora è stato buono e comprensivo, ma adesso la situazione richiede un atteggiamento più duro e rigoroso da parte sua. I giocatori sono con lui e si assumono le loro responsabilità per quanto sta avvenendo. Ma è venuto il momento di cambiare rotta e di dimostrare di essere da Milan.

 

Redazione MilanLive.it