Inzaghi e Berlusconi (foto dal web)
Inzaghi e Berlusconi (foto dal web)

Su Tuttosport si legge che il Milan sta andando avanti con Filippo Inzaghi più per mancanza di alternative che per vera e propria convinzione. Questo pessimo avvio di 2015 hanno messo l’allenatore sulla graticola ed era preventivabile vista la sua poca esperienza. Forse Pippo si è trovato di fronte ad un gioco più grande di lui e difficile a gestire.

 

Gli obiettivi stagionali stanno sfumando in poco tempo. In Coppa Italia c’è già stata l’eliminazione dei rossoneri, mentre in campionato il 3° posto è sempre più distante. In 4 giornate la terza posizione è passata dall’essere distante 2 punti ad esserlo 10. Tutto ciò sta portando la dirigenza a porsi degli interrogativi.

 

Il fatto di considerare ormai persi gli obiettivi prefissati ha fatto scattare nella mente della società l’idea di non esonerare Inzaghi. Se invece si fosse potuto ancora fare qualcosa, magari avrebbe assunto un nuovo allenatore per provare la rimonta. Ma ora Silvio Berlusconi non crede più possibile il 3° posto in campionato e dunque non ha voluto ingaggiare gente come Luciano Spalletti o Cesare Prandelli, che avrebbero anche un costo elevato per il bilancio.

 

L’unica strada percorribile sarebbe stata eventualmente Mauro Tassotti, il vice di Pippo, ma cosa sarebbe potuto cambiare con lui? Difficile ipotizzare una svolta decisa con questo cambio. Pertanto si è preferito confermare Inzaghi sperando che da qui a maggio possa migliorare. Chiaramente se arrivassero delle debacle pesanti lo scenario potrebbe cambiare, ma per ora la situazione è questa.

 

Redazione MilanLive.it