La gioia del Milan sul gol di Menez (Getty Images)
La gioia del Milan sul gol di Menez (Getty Images)

Tre punti da godersi in silenzio e senza troppi entusiasmi, con una soddisfazione interiore di chi non trovava la vittoria in campionato da metà dicembre. Un piccolo sorriso per il Milan, che batte il Parma ultimo in classifica, ma ieri sorprendentemente brillante, per 3-1 e allontana di qualche passo gli spettri della crisi e di un piazzamento tutt’altro che prestigioso.

 

La Gazzetta dello Sport analizza un match che come al solito ha visto un Milan incompleto, brillante solo a tratti. Jeremy Menez ha illuminato la scena come già spesso accaduto in campionato, e la dipendenza offensiva per il francese continua in fase offensiva, ma finché Inzaghi lo ha disposizione non ci si può lamentare. Manca però un gioco lineare e rapido, il giovane Van Ginkel come play-maker basso ha deluso le aspettative risultando leggero e con scarsa personalità. Ecco perché dopo il rigore di Menez dell’1-0 il Parma ha preso coraggio ed ha prima pareggiato con l’ex Nocerino, poi rischiato di punire ulteriormente un Milan convalescente e senza idee.

 

Mattia Destro all’esordio ha dato poca profondità, con la squadra ancora poco in grado di sfruttare le sponde ed i movimenti dell’ex romanista. Nella ripresa i cambi di Inzaghi sono decisivi: il ghanese Essien al posto di Van Ginkel consente al centrocampo di rifiatare e contenere meglio le ripartenze ducali, Cerci spostato sulla sua fascia di competenza, quella destra, è più pericoloso e con una fuga stile ‘vecchi tempi’ propizia il raddoppio di Menez. E nel finale c’è gloria per Cristian Zaccardo, a sorpresa tra i migliori, abile a segnare con un piattone il gol del 3-1 che chiude il match. Vittoria sofferta e non semplice, di un Milan imperfetto e da rivedere, ma di questi tempi i 3 punti fanno una differenza mica male.

 

Redazione MilanLive.it