Muntari shock: “Non convocatemi più”. Il Milan continuerà a pagarlo

Sulley Muntari (Getty Images)
Sulley Muntari (Getty Images)

Sulley Muntari non rientra più nei piani del Milan. Un annuncio neanche troppo sorprendente quello lanciato dall’agente del ghanese, Federico Pastorello, che poi conclude sul suo profilo Twitter con una notizia sorprendente: “Ha chiesto di non essere più convocato per il resto della stagione. Il Milan ha dato l’ok“. Davvero una sorpresa per quanto riguarda la squadra rossonera, ma soprattutto un’auto-esclusione che sembra non avere precedenti.

 

Muntari dunque non ha gradito le ultime esclusioni dalla squadra titolare e impulsivamente, com’è il suo ormai ben noto carattere, ha deciso di finirla qui, con ancora un anno e tre mesi di contratto con il Milan. Già escluso dalla partenza per Palermo, il centrocampista classe ’84 ha rotto con mister Filippo Inzaghi già dal’11 gennaio scorso, quando fu sostituito da Poli dopo una decina di minuti contro il Torino, probabilmente per un problema fisico. La reazione di Muntari fu tutt’altro che pacata, cosa che piacque poco a Inzaghi e alla società.

 

Oggi arriva la resa di un calciatore esuberante e sopra le righe, anche se in campo è stato spesso elogiato per la grinta e la cattiveria agonistica. E chi se lo aspettava dopo un inizio di stagione da titolare, con gol all’esordio contro la Lazio. Ma la domanda che ci si pone oggi è la seguente: dopo aver volontariamente dato forfait, Muntari rinuncerà anche ai circa 3 milioni netti di stipendio che ancora dovrà percepire da contratto? Ha risposto il suo agente Federico Pastorello a La Gazzetta dello Sport: «Dietro questa decisione non c’è alcuna polemica. È una scelta presa di comune accordo e in sintonia. Abbiamo parlato con Galliani e, considerato l’affetto che lo lega a Sulley, siamo arrivati a questo punto. È una situazione che verrà portata avanti fino a fine campionato, a meno che Inzaghi sia in emergenza e abbia bisogno di lui. Muntari continuerà infatti ad allenarsi ogni giorno con la squadra, e il sabato e la domenica mattina da solo. Sarà pagato dal club perché continuerà a lavorare e perché non è una scelta unilaterale. Non ci sono né ragioni disciplinari né mediche alla base, gli verrà soltanto evitata la panchina: una delicatezza verso un giocatore importante, di trentuno anni, a cui è già stato comunicato che non farà parte del Milan del futuro».

 

KK (Redazione MilanLive.it)