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Serafini: “Caro Pippo… Milan preso a pallate, alla società non interessa delle leggende”

Luca Serafini (foto dal web)
Luca Serafini (foto dal web)

Luca Serafini, noto giornalista sportivo e tifoso del Milan, nella sua pagina Facebook ha scritto un lungo post intitolato ‘Caro Pippo’ indirizzandolo a Filippo Inzaghi dopo l’indecorosa sconfitta rossonera contro l’Udinese al Friuli, l’ennesima delusione di una stagione completamente fallimentare. Ecco di seguito le parole di Serafini:

CARO PIPPO…

…siccome l’amicizia non è contemplata nel calcio, anzi i vassalli in preda a esaurimento nervoso irreversibile la stanno usando come arma impropria contro il nemico, sostenerti e difenderti è stato difficile sin dall’inizio. Il clima è avvelenato e le fazioni tra milanisti sempre più elettriche e frastagliate.

Per esempio, abbiamo sempre anteposto la tua passione all’ambizione, all’aziendalismo che oggi ti vomitano in faccia per motivare un incarico forse troppo grande, sicuramente prematuro per uno che stava facendo (bene) la gavetta nelle giovanili. Non è facile sedere su questa panchina in questi anni, non avendo alle spalle una società credibile, appesi come si sta a una cravatta gialla (chiedere a Clarence Seedorf), sorvolati dai deliri di un presidente che ha usato Milanello nei venerdì occupati dai servizi sociali cosicché i giornali del sabato si occupassero d’altro. Finiti i servizi sociali, sono finite anche le patetiche scampagnate del venerdì a Milanello. Questo è l’affresco de club che ti ha accolto l’estate scorsa, mettendoti in mano una Ferrari scassata con qualche adesivo luccicante sulla carrozzeria arrugginita. Lo sapevi, non è stata una sorpresa del 25 aprile 2015. Il fatto è che questa accozzaglia di brocchi in prestito o a parametro sottozero e senza spina dorsale, finisce con l’inghiottire anche gli uomini di buona volontà o con uno straccio di talento: Niang, Saponara, poi Antonelli, Bonaventura, Destro, ora tocca a Suso che numeri ne ha.

Di gioco, caro Pippo, non se n’è mai visto: la squadra sembra quella dei ragazzini che si radunano al parco dopo la scuola, uno chiede all’altro “tu in che ruolo giochi?” e si fanno le formazioni bim bum bam pari o dispari. Di personalità manco l’ombra a parte la grinta mojcana di creste e tatuaggi. Di schemi manco a parlarne.

Dove tu abbia visto 9 buone partite prima di Udine e quale luce ti abbia accecato nel derby francamente non riusciamo a capire, ma forse i dopo-partita sono l’ultimo atto di uno stress e una confusione che si percepisce palpabile già per tutti i 90′. In realtà caro Pippo il Milan è stato preso a pallate dal Torino, dal Sassuolo, dall’Empoli, persino dall’Inter che ora è riuscita nell’impresa titanica del sorpasso in classifica. E noi eravamo lì a soffrire della tua sofferenza.

Sarebbe facile, adesso che è inutile e troppo tardi per essere esonerati, consigliarti un gesto dignitoso e coraggioso come le dimissioni: sappi comunque che l’espiazione delle colpe in queste ultime 6 giornate sarà più dolorosa in panchina che sul divano. Il ritiro punitivo è sempre il picco più basso per una squadra di calcio professionistica, smentisce la filosofia secondi cui i giocatori non vanno sgridati perché sono padri di famiglia e – appunto – professionisti.

Ci sarebbe almeno lo spazio, però, per un rigurgito di coerente dignità: un cambio di modulo, la bocciatura di qualche poster e l’inserimento di qualcuno dei ragazzi che hai guidato per 2 anni, giusto per fare qualcosa in questo nulla assoluto. Per andarsene ci sarà tempo tra un mese, ricominciando dalla passione, dall’entusiasmo, dagli errori di questa stagione, da un’esperienza devastante di cui fare intelligentemente tesoro. Altrove, in una società che abbia se non altro lo scrupolo di non distruggere l’immagine, l’amore e il rispetto che i tifosi hanno per chi è stato un grande. Perché, se non te ne fossi accorto, a questi di buttare a mare le leggende interessa meno di zero. Il loro unico impegno ormai è preparare la prossima bugia, mentre il nostro caro vecchio Milan sprofonda sempre più giù in classifica e nel decoro“.

CARO PIPPO……siccome l’amicizia non è contemplata nel calcio, anzi i vassalli in preda a esaurimento nervoso…

Posted by Luca Serafini on Domenica 26 aprile 2015

 

Redazione MilanLive.it