ESCLUSIVA – Capelli (Curva Sud): “Contesteremo tutti. Berlusconi venderà. Barbara? Ecco perché credevamo in lei”

Curva Sud Milan (Getty Images)
Curva Sud Milan (Getty Images)

Questa sera a San Siro si gioca Milan-Genoa e la Curva Sud Milano, importante gruppo organizzato del tifo milanista, è intenzionato ad effettuare una manifestazione di protesta visto il momento negativo che attraversa il club tra risultati sul campo pessimi, un bilancio profondamente in rosso e voci di una cessione imminente. Per parlarne la redazione di MilanLive.it ha interpellato Giancarlo Capelli, noto esponente della Curva Sud noto come ‘Il Barone’.

 

In merito alla protesta organizzata per la partita di questa sera ci ha spiegato come intendono agire, senza però rivelare dettagli ‘tecnici’, ed esponendo i motivi che li hanno spinti ad agire così.

Ci sarà sempre il nostro striscione di contestazione, ma abbiamo preparato anche delle cose nuove. I tifosi possono contestare non venendo allo stadio oppure partecipando assieme a noi. Siamo contro la situazione della società. Ogni giorno vediamo che ci sono novità. Si parla della vendita e sono convinto che dovremmo essere in dirittura d’arrivo. E’ questione di poco. Nella nostra contestazione sono tutti coinvolti, chi più e chi meno. Non c’è da puntare il dito solo su qualcuno, ma un po’ su tutti. Chi è a posto con la coscienza è tranquillo e chi non è a posto si sentirà in debito nei confronti dei tifosi. La partita di sabato è stata scandalosa, mi auguro di non vederne più di simili. Anche nel derby avevamo contestato, magari sono un’altra forma, mettendo comunque il nostro striscione di protesta. La nostra contestazione non si è mai fermata, magari tanti non l’hanno capito nel derby“.

 

E’ chiara la posizione anche in merito alla possibile cessione del club, di cui si sta discutendo molto da giorni e che potrebbe avvenire in tempi brevi.

Siamo favorevoli, anche perché ormai pure Silvio Berlusconi lo è avendo preso la decisione di vendere. Il Milan è indebitato, lui non se la sente più di andare avanti e ha preso questa posizione. A noi dispiace dopo così tanti anni. Visto che aveva dato un ruolo alla figlia eravamo convinti che avrebbe rilanciato il Milan. Noi credevamo che il Presidente volesse continuare mettendo la figlia al timone del club tornando anche ad investire. Purtroppo la situazione non è questa. La nostra presa di posizione a favore di Barbara Berlusconi era dettata proprio da questa aspettativa. Avevamo visto che era una ragazza in gamba, che aveva volontà di emergere e di dimostrare. Abbiamo però visto che le cose non sono andate nel verso giusto“.

 

Su Adriano Galliani viene confermata l’opinione che la Curva Sud ha da tempo resa nota

Siamo convinti che abbia fatto il suo tempo e speriamo che con la nuova proprietà ci sia un ricambio dirigenziale. Bisogna ricominciare da zero e non si può fare con gente che è lì da 30 anni. Inoltre abbiamo visto in questi anni qual è stata la campagna acquisti. Sicuramente c’erano pochi soldi, ma tante società con pochi soldi sono comunque riuscite a fare squadre forti. Ormai il suo lo ha fatto, non ha più stimoli“.

 

Si parla di un ritorno di Paolo Maldini con i nuovi proprietari e il signor Capelli ha ribadito che questo fatto non rappresenterebbe un problema, diversamente da quanto pensino in molti.

Non c’è nessuna preclusione da parte nostra. Come giocatore non si è mai discusso. Lo vedrei bene come direttore sportivo. Non c’è nessun problema come tifoseria. Poi se lui farà il suo dovere sarà rispettato. Tutti vogliono il bene del Milan. Chi viene deve pensare a questo e non a fare i propri interessi“.

 

Infine è stato affrontato un tema di attualità molto importante in casa Milan, ovvero quello relativo allo stadio di proprietà che dovrebbe sorgere al Portello e per il quale Barbara Berlusconi ha già ricevuto un primo ok da Fondazione Fiera Milano.

Siamo favorevoli come Curva. Lo stadio più piccolo permette di vederlo bello pieno di tifosi. Lo stadio di proprietà è importante e mi sono spesso chiesto in tutti questi anni perché il Milan non l’abbia fatto. Una pecca per un imprenditore come Berlusconi. Se lo facevi 20 anni fa quando stavi vincendo forse era meglio, costava meno e forse a quest’ora avrebbe potuto guidare ancora lui il club. L’impianto di proprietà dà guadagni importanti“.

 

Matteo Bellan