(Getty Images)
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Quella andata in scena ieri aera a San Siro contro il Genoa è una delle più brutte partite giocate (anche se è un parolone) da parte del Milan negli ultimi anni. La squadra è scesa in campo con l’atteggiamento sbagliato fin dal primo minuto dimostrando di non avere alcun orgoglio e nessun desiderio di riscattare le ultime performance negative. I giocatori sono stati molli, distratti, nervosi e hanno sbagliato giocate elementari. Nessun attaccamento alla maglia da parte loro, nessun orgoglio. L’unico a salvarsi è stato Diego Lopez e non è una novità.

La Curva Sud Milano ha chiesto alla società di porre fine allo scempio che è in atto ed ha invitato la squadra ad indossare la terza maglia, quella gialla, perché quella rossonera viene continuamente disonorata. Non si può non darle ragione, anche se la presa di posizione del tifo organizzato è un po’ tardiva. Il ridimensionamento del Milan è iniziato da tempo e c’era chi già lo denunciava, altri nascondevano (e nascondono tuttora) la polvere sotto al tappeto.

Su Filippo Inzaghi c’è poco da dire. Non è ancora un vero allenatore e non sappiamo se lo sarà mai. Aver pensato che i due anni passati tra Allievi e Primavera sarebbero bastati per farlo approdare alla guida di questa squadra è stato sbagliato. Lui ci ha messo del suo con scelte sbagliate, in parte frutto dell’inesperienza, ma quel ruolo non avrebbero mai dovuto proporglielo. Evidentemente in società pensavano che buttare in pasto al tifo un idolo del recente passato sarebbe bastato per risolvere i problemi e nascondere le proprie responsabilità. Ma è stato boomerang vista la situazione che si è venuta a verificare. Sostituirlo con Cristian Brocchi sarebbe l’ennesima decisione errata, visto che significherebbe rischiare di bruciare un altro allenatore che, tra l’altro, sta facendo molto bene con la Primavera.

Sono in corso trattative per la cessione del club e speriamo che si concludano al più presto positivamente. L’era Berlusconi deve finire se vogliamo rivedere un Milan vincente o quanto meno protagonista. Ad Arrigo Sacchi, una leggenda della storia rossonera, che giudica “ingrati e irriconoscenti” coloro che criticano Silvio Berlusconi diciamo che gratitudine e riconoscenza per il passato la tifoseria milanista non le ha mai fatte mancare; ma da qualche anno a questa parte il Presidente, ben coadiuvato dal Galliani e da alcuni giornalisti, ha pensato a gettare solo fumo negli occhi dei tifosi raccontando autentiche balle consapevole di farlo. E’ accettabile che il proprietario possa rivedere i propri investimenti, non lo è raccontare menzogne a profusione sentendosi giustificati dal fatto di aver fatto vincere tanti trofei al club in passato.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan)