Peduzzi

A quattro giornate dalla fine del campionato, è tutto fermo in casa Milan. Proprio una settimana fa vi parlavamo dei tanti dubbi che riguardavano le mosse di mister Bee. Restiamo tuttora dubbiosi che sarà proprio lui, alla fine, a spuntarla per l’acquisto della società. E al momento non c’è nemmeno un favorito per la scalata a via Aldo Rossi.
Il problema, ora, è un altro. A poche settimane dall’inizio della nuova stagione, chi deciderà il nuovo allenatore? Chi penserà alla campagna acquisti? Chi progetterà la nuova squadra? Chi si occuperà di decidere quali giocatori dovranno essere confermati? Vista la pochezza tecnica dell’attuale squadra, questo sembra essere il compito meno difficile.

Gli spifferi di Milanello mormorano che Berlusconi avrebbe voglia di continuare, di andare avanti per costruire un Milan competitivo, di tornare a vincere e poi, solo allora, di passare la mano. Non crediamo a questa versione, anche perché i fatti delle ultime due stagioni smentiscono questa tesi. Perché il Milan non ha più investito come avrebbe dovuto in queste ultime due stagione? E, soprattutto, perché si è affidato a due allenatori esordienti, compromettendo così l’esito di due annate e svilendo il patrimonio tecnico di quella che era considerata una delle migliori squadre?

Per tutti questi motivi restiamo scettici di una nuova era Berlusconi. La cessione del Milan è ancora nell’aria, resta ancora da capire a chi finirà il club rossonero. Purché si faccia in fretta, perché l’andazzo degli ultimi mesi i pochi tifosi rimasti non vogliono più tollerarlo.

Quanto alla squadra attuale, gli ultimi risultati hanno azzerato le possibilità di rivedere Pippo Inzaghi e tanti giocatori di quest’annata disgraziata ancora in rossonero per la prossima stagione. Non crediamo nelle rivoluzioni, tutt’altro. Un Milan costruito con i De Sciglio, gli El Shaarawy, i Niang e i Saponara, con un allenatore bravo con i ragazzi (Sarri?) e accompagnato da “senatori” di livello, in campionato modesto come la serie A, può fare la sua discreta figura. L’importante è credere in un progetto e mantenere la linea: dall’inizio alla fine.

 

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Stefano Peduzzi @stepeduzzi