Casa Milan (Getty Images)
Casa Milan (Getty Images)

Di Sassuolo-Milan si parla sopratutto in relazione agli errori arbitrali commessi e la sconfitta rossonera viene quasi giustificata da essi. Che serva l’aiuto della tecnologia nel calcio è ormai evidente e non si può più sfuggire o rinviare. Ma al di là della direzione di gara, che può avere certamente influito sul risultato, preme sottolineare che la prestazione sul campo dei giocatori di Filippo Inzaghi sia stata veramente scadente e che ancora una volta non si sia data continuità dopo la vittoria positiva sulla Roma. Praticamente tutte le volte in cui la squadra è stata chiamata a dare conferme ha deluso.

 

Le lacune di questo Milan sono tante e palesi da mesi; i numeri del girone di ritorno sono veramente da brivido. Solo 20 punti in 17 giornate, frutto di 5 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte. I rossoneri sono quattordicesimi in questa classifica parziale, un vero disastro. Inoltre sono ben 27 gol subiti contro i 23 segnati. Quello del Mapei Stadium è stato il 5° k.o. nelle ultime 4 partite.

 

I tifosi aspettano la fine di questa agonia, ma ci si interroga su quello che sarà il futuro del Milan. Ad oggi la società è ancora saldamente nelle mani di Silvio Berlusconi ed il rischio di vivere un’altra annata simile a questa è forte. La situazione relativa alla possibile cessione è poco chiara, anche se la vendita del club rimane l’unica soluzione per riportarlo ai massimi livelli. Il presunto progetto del Milan tutto italiano paventato da Berlusconi non convince, anche perché nel calcio nostrano non ci sono più i grandi calciatori di una volta (quelli bravi costano più di zero euro) ed è difficile immaginare di tornare ai vertici in questa maniera. Avere un gruppo anche nutrito di italiani in squadra va bene, ma deve essere gente da Milan.

 

Con l’attuale proprietà non si riesce francamente a vedere un futuro luminoso, i tifosi sono scoraggiati e basta frequentare i social network per rendersi conto che la maggioranza spinge per la cessione del club. Ma sarà Silvio Berlusconi a decidere le sorti di un Milan ormai lontano parente di quello che fu. Se davvero vuole il bene dei colori rossoneri deve vendere.

 

Matteo Bellan