Stefano Peduzzi

Una stagione buttata, con zero tituli all’attivo, poche gioie e tanti obiettivi falliti. Praticamente tutti. Niente risultati, niente bel gioco, pochi giovani lanciati. La stagione 2014/215 passa in archivio come una delle peggiori dell’era Berlusconi. Fino a qualche settimana fa, pareva davvero che fossimo ad un passo dalla fine della gestione-Silvio. Non è così. Le trattative proseguiranno a fari spenti e non è da escludere che possa succedere qualcosa durante l’estate.

Un Berlusconi che, in odore di elezioni, è ritornato sul timone di comando, con dichiarazioni ad ogni ora e tanti proclami. Si ripartirà ancora da lui? Sembra proprio di sì. E il nome dell’allenatore sarà certamente il biglietto da visita di quello che dovrà essere il nuovo Milan.

Se arriverà un big come pare (Ancelotti o Conte), si potrà pensare in grande. Con un nome di medio profilo come Montella, si penserà ad avviare un progetto con meno big e qualche italiano in più. Se si puntasse su Sarri, invece, si pensa ad alla costruzione di un progetto a lungo termine, magari con una squadra piena zeppa di giovani.

Chi è il mio favorito? Dico che ci sono pochissime possibilità di arrivare ad Ancelotti: dopo la vittoria della Champions e un anno poco fortunato a Madrid, cerca un progetto solido che gli faccia da trampolino per la panchina della Nazionale tra un anno dopo gli Europei per provare a vincere, da ct, il Mondiale. Più calda, ma sempre difficile, la pista per Antonio Conte: a giugno potrebbe davvero lasciare, ma vedo l’attuale ct sulla panchina rossonera probabilmente tra un anno. Ecco allora che Montella è il nome più gettonato di queste ore, a maggior ragione se dovesse lasciare Firenze a costo zero. Sarri mi piace molto, ha fatto una stagione strepitosa ad Empoli e potrebbe essere il tecnico giusto, ma forse non al posto giusto: a lui manca quel pizzico di comunicazione che nel Milan è fondamentale.

Ipotesi, idee e suggestioni. Al momento c’è poco o niente. Ma dalle idee bisognerà a breve ripartire con tanta concretezza e molto lavoro. Per ricostruire il Milan servirà tempo e pazienza. E, soprattutto, coerenza. Portare avanti un progetto, dall’inizio alla fine, senza perdersi d’animo alla prima difficoltà.

 

Stefano Peduzzi