Sinisa Mihajlovic a Milanello (Getty Images)
Sinisa Mihajlovic a Milanello (Getty Images)

Sinisa Mihajlovic sta spremendo il suo Milan come un limone. Una metafora calzante quella pubblicata oggi dalla Gazzetta dello Sport per spiegare i metodi di lavoro dell’allenatore serbo, soprannominato da molti sergente di ferro non tanto per il carattere severo e quell’espressione sempre sull’attenti, bensì per i suoi dettami giornalieri che rendono il ritiro dei rossoneri un’esperienza unica e faticosa, ma che dovrà portare in breve tempo i frutti sperati dopo anni di delusioni.

 

A livello atletico Milanello è un bagno di sudore, visto che la corsa ed il ritmo sono due elementi che non devono mancare mai nella giornata lavorativa tipica. Non esistono tempi morti, l’intensità dell’allenamento non deve mai calare, anche durante le pause per rinfrescarsi o dissetarsi. “Rallentare, non camminare” – urla spesso Antonio Bovenzi, il capo dei preparatori del Milan, fedelissimo di Mihajlovic ormai da sette anni. I due puntano sull’effetto probante ma tonificante della continuità di lavoro, anche a livelli esagerati.

 

E per monitorare la situazione Mihajlovic e Bovenzi non fanno uso degli ormai arcinoti droni, bensì delle classiche telecamere di Milanello, a disposizione anche di MilanLab, per controllare il livello atletico, fisico e muscolare di ogni singolo calciatore. I metodi sono chiari: dividere gli uomini in due gruppi e mentre il primo sta effettuando un lavoro particolare, l’altro si prepara, come a specchio, senza perdere la continuità e la concentrazione. Metodico e rigido, Mihajlovic sta lavorando per far uscire il meglio dagli uomini a sua disposizione.

 

Redazione MilanLive.it