Jeremy Menez (Getty Images)
Jeremy Menez (Getty Images)

Jeremy Menez, l’uomo del destino: nel Milan dei disastri, dei problemi tattici e di uno scarso decimo posto in campionato è riuscito a strappare applausi per i suoi 16 gol stagionali, risultando elemento fondamentale in attacco. Oggi, in un Milan che sembra partire con i favori dei pronostici e rinforzato dal mercato potrebbe essere di troppo; sta a lui far cambiare idea ai suoi detrattori e a chi lo considera inutile. Intanto il Corriere dello Sport lo ha intervistato in esclusiva.

 

Eppure per Menez contano poco le 16 reti, dando un bilancio negativo all’ultima stagione: “Il mio primo campionato al Milan è stato un flop, non siamo riusciti ad entrare in Europa e l’allenatore è stato esonerato. Dopo Natale abbiamo collezionato troppe sconfitte e non abbiamo più risalito la classifica. I miei gol? Un record per me, ma non basta: io voglio vincere, preferisco servire un assist decisivo a un compagno o essere utile per la vittoria della squadra“.

 

Si volta pagina e comincia l’era Mihajlovic al Milan. Ed il francese sa di dover lavorare sodo: “Mi ha convinto da subito, ha voglia di lavorare bene e in questo mi ricorda molto Spalletti. Mi ha fatto una buona impressione. Il ruolo? Non ho disimparato a giocare a sinistra o dietro le punte, sono posizioni che mi piacciono come fare la punta. Mi piacerebbe ripetermi e fare ancora meglio della scorsa stagione, con il lavoro di può fare tutto. Berlusconi capisce di calcio e dice che sono il suo preferito“.

 

Impossibile non toccare l’argomento Zlatan Ibrahimovic, di nuovo in orbita rossonera: “Ibra vuole sempre vincere, può avvicinarti allo scudetto, è uno dei più forti al mondo. Con lui ho avuto un buon rapporto al Psg, sarei contenti di ritrovarlo al Milan. Bacca e Luiz Adriano sono ottimi giocatori, speriamo ci diano una mano. I nuovi calciatori sono molto importanti, ora voglio un Milan ad alti livelli dall’inizio alla fine della stagione“.

 

Redazione MilanLive.it