Gianni Rivera
Gianni Rivera (Getty Images)

Gianni Rivera, ex fuoriclasse e bandiera storica del Milan, ha rilasciato un’interessante intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport nella quale ha affrontato diversi temi. Dai suoi inizi nel calcio fino alla situazione attuale del club rossonero. Ne riportiamo alcuni stralci.

 

Per quanto riguarda l’inizio della sua storia da calciatore ha raccontato: «La storia inizia all’Alessandria. Per la prima volta una società prendeva ragazzi sotto i 14 anni, così organizzò un provino. Mia mamma non voleva: eravamo invitati dai nonni e poi temeva prendessi qualche malattia. Era appena finita la guerra e non c’erano spogliatoi: ci si spogliava nei gallinai. Accettò quando scoprì che si poteva fare la doccia. Era il giorno della sagra di Valle San Bartolomeo. Arrivai vestito per la festa e mi fecero fare giusto due palleggi. Ero preoccupato perché era stata una cosa troppo corta ma Cornara, l’allenatore, mi conosceva dai pomeriggi all’oratorio o per la strada. Nella mia prima partita con l’Alessandria, Pedroni raccomandò ai vecchi di non dire le parolacce…».

 

Successivamente ha parlato della dirigenza attuale del Milan: «Io conosco poco i dirigenti di oggi. Ho un rapporto personale con Galliani, mentre Berlusconi lo conosco da una vita, da quando non era Berlusconi, eppure ci siamo parlati solo due volte. Forse perché bisogna avere un rapporto particolare: o gli riconosci leadership oppure… È difficile dialogare, lui non considera gli altri sullo stesso piano».

 

Rivera sottolinea che il Milan che Silvio Berlusconi ha portato al successo aveva in squadra giocatori importanti presenti in squadra già prima del suo avvento: «Si può cominciare da quello con la difesa che noi abbiamo costruito e Berlusconi ha trovato, potendo così spendere solo per l’attacco. C’erano Baresi, Galli, Maldini… tutti dalle giovanili».

 

La sua opinione sul Milan attuale: «Non conosco i nuovi stranieri, bisogna sperare si trovi la soluzione in difesa e a centrocampo. Una squadra per vincere il campionato deve essere forte in quelle zone. Anche per questo la Juventus mi sembra ancora favorita».

 

Rivera si dimostra contrario al ritorno di Zlatan Ibrahimovic e spiega la sua posizione consigliando anche alla società di investire in un altro reparto: «I ritorni sono sempre complicati, a una certa età. Se una grande lo cede, mi farei domande: meglio un centrocampista che si muove bene».

 

Infine un parere su Mario Batotelli, che per il suo talento avrebbe potuto avvicinarsi a campioni come Lionel Messi e Cristiano Ronalo: «Poteva, se ci avesse creduto di più… Ha il complesso di superiorità, credo sia stato quello».

 

Redazione MilanLive.it