Jeremy Menez (Getty Images)
Jeremy Menez (Getty Images)

C’era una volta Jeremy Menez il trascinatore, l’unico che per mesi ha tirato avanti la baracca Milan a suon di gol, ben 16 a fine campionato, risultando il migliore almeno nel reparto offensivo in una stagione tutt’altro che da ricordare per la squadra meneghina. Oggi Menez è invece poco più che un comprimario, o meglio uno dei tanti tasselli che formano la rosa del Milan, non più un leader bensì un attaccante che dovrà dimostrare varie cose come molti dei suoi compagni.

 

La Gazzetta dello Sport spiega come Menez sia stato addirittura catechizzato da Sinisa Mihajlovic, allenatore che non ha peli sulla lingua, capace di criticare la tifoseria già alla prima uscita stagionale per via dei fischi a Cerci. Il serbo non ammette anarchie tattiche e comportamenti poco legati al concetto di squadra: “Jeremy può giocare da trequartista o seconda punta, ma dovrà fare quello che gli si chiede in campo. Se saprà sacrificarsi giocherà, altrimenti resterà fuori“.

 

Mihajlovic sa che il miglior Menez potrà essergli utile, è stuzzicato dall’idea di un tridente tutto classe e qualità con il francese alle spalle di Bacca e Luiz Adriano, ma dovrà lavorare anche sulla testa di un calciatore che nella propria carriera ha alternato prove da dieci e lode a prestazioni indisponenti e tutt’altro che generose. JM7 dovrà rimboccarsi le maniche per tenersi stretto il Milan.

 

Redazione MilanLive.it