Sinisa Mihajlovic (Getty Images)
Sinisa Mihajlovic (Getty Images)

Il quotidiano Tuttosport nella sua edizione odierna elogia Sinisa Mihajlovic, che in poco tempo è riuscito a conquistare tutti nell’ambiente Milan. Tutti coloro che esprimevano perplessità a causa del suo passato interista o dei suoi metodi poco concilianti con il mondo rossonero si sono dovuti ricredere in fretta. Il serbo in meno di due mesi è diventato un vero leader e trascinatore della squadra, sia dentro che fuori dal campo.

 

Dopo la vittoria di lunedì sera in Coppa Italia contro il Perugia, era visibile la soddisfazione di Silvio Berlusconi. Sia per la prestazione dei giocatori che per le due ore di colloquio a cena avute con l’allenatore. Per ora va tutto bene e sembra che Mihajlovic possa invertire la tendenza rispetto ad altri tecnici stranieri che si sono succeduti sulla panchina del Milan avendo però poca fortuna, sia come risultati e sia per quanto riguarda i rapporti con il presidente.  Intanto domenica sera i rossoneri faranno visita alla Fiorentina allo stadio Artemio Franchi per la prima partita del campionato di Serie A 2015/2016. Una sfida difficile in una piazza che Sinisa conosce per averci lavorato qualche anno fa da allenatore.

 

Il tecnico ha conquistato sia Silvio Berlusconi che Adriano Galliani, la sua carica ed il suo approccio carismatico influenza positivamente la squadra. I giocatori seguono le sue indicazioni alla lettera e con loro viene usato il pugno duro per ottenere in cambio delle risposte. Ha cementato il gruppo facendo scrivere a ciascuno biglietti con delle frasi motivazionali da appendere nello spogliatoio (ad esempio “Non si vince da soli, ma tutti insieme” oppure “Rispetto e umiltà”). Ha parlato in faccia con tutti in maniera molto diretta. Se qualcosa non gli va a genio lo dice subito senza problemi.

 

A Milanello si è creato un bel clima. Anche attraverso il lavoro Mihajlovic si è imposto sulla squadra. Allenamenti duri, vietate le ‘camminate’ e molte sedute doppie. Accontentati molti tifosi, che da qualche anno chiedevano un sergente di ferro e non un allenatore amico dei giocatori con un approccio troppo morbido. Serviva uno che facesse rigare dritto il gruppo facendolo anche correre molto in campo. La filosofia dell’allenatore si traduce in “Vincere è l’unica cosa che conta”. Pochi ghirigori e più concretezza.

 

Redazione MilanLive.it