Andrea Bertolacci
Andrea Bertolacci (Getty Images)

Andrea Bertolacci è stato il primo colpo del calciomercato del Milan. Sono stati investiti 20 milioni di euro per acquistarlo dalla Roma, dopo che i giallorossi avevano riscattato la metà del suo cartellino dal Genoa per circa 8,5. Una spesa importante che qualcuno ha criticato, ma starà adesso al giocatore dimostrare di valore la spesa effettuata. Nel corso del precampionato è cresciuto e nelle ultime partite il suo rendimento è stato più che sufficiente. Ci si attende che presto faccia un salto di qualità ulteriore. Intanto il quotidiano Tuttosport è andato ad intervistarlo.

 

Andrea Bertolacci, da due mesi si parla spesso dei 20 milioni investiti dal Milan per acquistarla: quanto le pesa?

«Niente. Per me è solo un motivo d’orgoglio quella valutazione e comunque penso che sia figlia delle prestazioni della mia ultima stagione. Ho dimostrato le mie qualità e credo di aver avuto un rendimento elevato che mi ha permesso di entrare anche nel giro della Nazionale».

 

Da possibile titolare nella “sua” Roma, a nuovo leader del centrocampo rossonero insieme a un altro ragazzo che sembrava destinato a un futuro nella Capitale, Romagnoli. Sorpreso della decisione dei giallorossi?

«Penso che quanto accaduto sia stato normale. La Roma puntava su di me, già ad aprile il club mi aveva detto che mi avrebbero voluto riportare a casa. Poi l’offerta del Milan ha sparigliato le carte, era una proposta difficile da rifiutare sia per la Roma che per il sottoscritto. E’ andata così, non ho nessun rammarico».

 

Si dice sempre che il Milan sia una grande famiglia.

«Sì, assolutamente. E’ stato davvero facile inserirmi nel gruppo, ma anche con tutte le persone che lavorano intorno alla squadra. Sono arrivato al top, nella squadra più importante d’Italia».

 

Il presidente Berlusconi ha sfiorato l’argomento scudetto: quale obiettivo vi siete prefissati?

«C’è grande voglia di riscatto e la campagna acquisti svolta dalla società è stata importante. Quando si indossa una maglia del genere, non si può partire per obiettivi mediocri. Non voglio fare proclami, ma sono convinto che sarà un campionato affascinante e complicato per tutti: il Milan tornerà a fare il Milan, ne sono sicuro; Inter e Roma si sono rafforzate, mentre Napoli, Fiorentina e Lazio rimangono formazioni competitive».

 

Non ha citato la Juventus: resta la favorita?

«Nelle ultime stagioni i bianconeri hanno dimostrato di essere un gradino sopra le altre, ma come sempre parlerà il campo. La Juve ha perso tre giocatori fondamentali nelle vittorie degli ultimi anni, per gol, assist e carisma. Non sarà semplice sostituire Pirlo, Vidal e Tevez, probabilmente acquisteranno ancora qualcuno, ma penso che la Juve si sia indebolita, il gap con le rivali si è ridotto».

 

Sorpreso da Mihajlovic?

«No, è come me l’aspettavo. E’ un tecnico molto esigente, cura ogni dettaglio, ma soprattutto, grazie alla sua personalità, sa imprimere una grande carica a tutti. Ci ha fatto vivere ogni amichevole come una finale, ci ha responsabilizzato e sono convinto che saprà trovare le parole giuste per ogni partita che andremo ad affrontare. Per carisma e intensità nel lavoro mi ricorda Conte».

 

Mihajlovic la sta provando molto da mezzala destra: per alcuni non è un ruolo a lei congeniale. Cosa risponde?

«Che si sbagliano. Nel Genoa ho giocato per un campionato da centrocampista centrale di destra e in quel ruolo le mie prestazioni sono migliorate».

 

C’è un compagno che l’ha sorpresa più di altri?

«Rodrigo Ely. Il salto di categoria dalla B alla A non è mai semplice, ma lui sta impressionando tutti. Con Mihajlovic non potrà che diventare sempre più forte».

 

E il Milan con Soriano e Ibrahimovic come diventerà?

«Sarebbero due innesti che ci renderebbero ancora più forti, chiaro. Ibra ha fatto la storia; Soriano è un ottimo giocatore, per certi versi abbiamo fatto un percorso simile, dalle Under azzurre passando per i club, fino all’arrivo insieme nella nazionale maggiore. Abbiamo già una rosa competitiva, con loro saremmo davvero completi. La concorrenza? Non mi spaventa, nel Milan è la normalità».

 

Fonte: Tuttosport