Mario Balotelli (foto acmilan.com)
Mario Balotelli (foto acmilan.com)

Mario Balotelli è appena tornato ad essere un giocatore del Milan, seppur l’operazione che lo riportato a Milano sia solo un prestito secco annuale. Già sabato sera potremo rivederlo con la maglia rossonera addosso. La squadra di Sinisa Mihajlovic affronterà l’Empoli e siamo sicuri che il ragazzo entrerà a partita in corso nel secondo tempo. Il suo stato di forma sembra abbastanza buono per uno che a Liverpool era fuori squadra e che non gioca una partita ufficiale da fine aprile.

 

La Gazzetta dello Sport ha voluto intervistarlo e alla prima domanda gli è stato chiesto come si sente in questo momento: «Come uno che ha appena messo da parte il primo tempo della sua carriera. Giocata e vissuta da ragazzo. Non tutto è andato bene, ho sprecato diverse occasioni. Ma la partita non è finita… Ho ancora un secondo tempo davanti. Ora me lo gioco e vivo da uomo. Lo so che molti non credono alla mia rimonta. Ma ho il dovere di provarci. E la certezza di riuscirci».

 

Molti dicono che per lui questa è l’ultima occasione, Adriano Galliani l’ha definita ultimissima: «Ho una promessa da mantenere con me stesso, la mia famiglia, il Milan, Mihajlovic, Raiola e chi mi vuole bene… Riparto da zero. So che non posso più sbagliare niente, non posso pretendere nulla e devo riconquistare tutto. Mi metto a disposizione. Accetto ogni regola. Avrò spazio se lo meriterò. Ma non ho dimenticato come si gioca al calcio. Rientro pieno di energia, voglia di lavorare, entusiasmo. La mia partita non è ancora finita».

 

Balotelli spiega di essere maturato rispetto al passato: «Ho 25 anni, non sono più un bambino. E ho buttato via già troppe occasioni. E poi c’è la vita. Quella non la programmi. E quando ti presenta il conto all’improvviso, è li che cambi. Sono le situazioni che ti fanno maturare. Si tratti della gioia di capire cosa vuol dire essere padre o del dolore di perderlo, un padre».

 

Successivamente il calciatore racconta come è nato questo clamoroso ritorno al Milan: «All’improvviso. Mino Raiola mi ha avvertito sabato: “fai i bagagli e prendi un aereo privato, torni al Milan”. Non c’è stato bisogno di aerei privati, ne ho preso uno di linea e sono tornato…».

 

Sembrava che non ci fossero club disposti a prenderlo dandogli fiducia: «No, sapevo che avrei avuto un’altra squadra, perché non sono finito. Ma sono grato al Milan, perché, dico la verità, non mi aspettavo mi avrebbe ripreso, puntando ancora su di me. Tornare qui è un sogno che si realizza, è la seconda chance che tanti non hanno avuto. Il Milan me la sta dando e sono fortunato».

 

Mario è sembrato subito in buone condizioni nei primi allenamenti a Milanello e ha spiegato il motivo della sua forma fisica: «Mi sono allenato tanto, spesso doppie sedute anche da solo nell’ultimo mese con Borini e Jose Enrique: è stata dura, ma se non lo avessi fatto ieri dopo l’allenamento sarei morto. Perché quelli di Mihajlovic sono durissimi, ma io sto bene».

 

Sinisa Mihajlovic è stato determinante per il suo ritorno al Milan: «Il mister mi conosce sin da quando ero ragazzo. Il problema non è mai stato la qualità, semmai il carattere. Si sentono sempre tante cose su di me, ogni aspetto viene amplificato, giustamente ha voluto guardarmi negli occhi, capire se avevo le motivazioni giuste. Mi ha ascoltato, senza farsi condizionare dai si dice, e già solo per questo lo ringrazio. Cosa gli ho detto? Che ho capito i miei errori. Che se mi avesse dato questa chance non lo avrei deluso. Che darò tutto quel che ho. Che sono un uomo adesso e problemi non ne creo. Che accetterò ogni sua decisione. Il mister è un leader, duro, onesto, schietto, leale. Non bluffa. Ti parla fissandoti negli occhi, come piace a me. Guarda l’uomo, non solo il calciatore. Si è esposto riprendendomi. Ho un grande debito verso di lui».

 

Un fattore che ha sorpreso è stato sicuramente l’ok di Silvio Berlusconi a questa operazione, si sa che il presidente non è il primo fan di Balotelli: «Il si di Berlusconi è stata la sorpresa più grande di tutte. Non me lo sarei mai aspettato. Quella frase su di me fu estrapolata da un contesto. Non sono mai stato una mela marcia. Ero un ragazzino, ora troverà un uomo. E lo ripagherò della fiducia».

 

Si è parlato di un codice comportamentale che il giocatore dovrà rispettare per evitare di danneggiare sé stesso ed il club: «Uso i social come tutte le persone della mia età. Se in passato mi sono fatto prendere la mano, ora sto più attento, anche perché c’è un regolamento. Mi è stata chiesta maggiore sobrietà nel look, di seguire quello che è lo stile Milan e io mi adeguerò senza problemi. Ho un taglio di capelli da sempre, non lo esagererò. Porto questa medaglietta, è vistosa, è vero: ma sa chi me l’ha regalata? Mia madre. Guardi cosa c’è scritto (la mostra, ndr ) : “Professionalità, umiltà, impegno”. Dovrei toglierla? Posso non stare simpatico, ma non ho mai fatto male a nessuno, se ho danneggiato qualcosa è stata la mia carriera, non altro».

 

A Balotelli viene poi chiesto dove può arrivare il Milan: ««Spero e credo in alto. Siamo una bella squadra. Segnare nel derby contro l’Inter alla terza giornata? Alt, non ci casco. Cerca il titolo a effetto per la sua intervista? Mi spiace non glielo darò. Anche perché tutte le volte che ho detto che avrei segnato mi ha portato una sfiga incredibile. Io ho una sfida molto più importante del derby da vincere e non dura una partita ma una stagione intera. Se poi trova un giocatore che non sarebbe felice di segnare al derby mi avverta…».

 

Redazione MilanLive.it