Luiz Adriano (getty images)
Luiz Adriano (getty images)

Luiz Adriano è arrivato in estate al Milan per 8 milioni di euro dallo Shakhtar Donetsk, club dove militava dal marzo 2007 e con cui ha messo a segno 128 gol complessivi in 266 partite. Essendo in scadenza di contratto a dicembre 2015, Adriano Galliani è riuscito a strapparlo ad un prezzo inferiore a quello che è il suo reale valore e sembra che l’investimento finora si sia rivelato azzeccato. Il centravanti brasiliano è andato a segno nelle prime due partite ufficiali disputata a San Siro, in Coppa Italia contro il Perugia e in campionato contro l’Empoli. Contro i toscani è stato decisivo, prima fornendo l’assist della prima rete a Carlos Bacca e poi segnando lui stesso quella del definitivo 2-1. La Gazzetta dello Sport ha voluto intervistarlo e di seguito riportiamo alcun stralci dell’intervista.

 

Luiz, tutto sommato l’impatto col calcio italiano non è stato così complicato.
«Mi ha colpito molto la dinamica delle vostre partite. Fino ad ora ero sempre stato abituato ad attaccare, senza pensare ad altro. Qui invece è tutto molto organizzato, in qualsiasi reparto. Anche le squadre più piccole sono molto organizzate, e giocano come le grandi. La parte tattica è un argomento fondamentale in tutti gli allenamenti, a questi livelli non mi era mai successo».

Be’, diciamo che se fosse finito negli Emirati Arabi, il livello sarebbe stato un tantino più basso. Però avrebbe guadagnato di più.
«So di aver fatto bene a venire al Milan. Ho scelto in base alla storia di questo club e del campionato italiano. Ho capito che in questo momento per me era la scelta migliore, e me l’hanno confermato sia il mio amico Pato, sia Lucescu».

Immaginiamo saprà che al Milan c’è una forte tradizione brasiliana. Più preoccupato o più stimolato?
«Il mio obiettivo è essere importante e scrivere la storia di questo club come ho fatto a Donetsk. I brasiliani che mi hanno preceduto sono un grande stimolo. I miei modelli sono Cafu, Ronaldo e Emerson».

L’arrivo di Balotelli le ha messo allegria?
«Per noi è molto importante, Mario è un grande giocatore venuto a darci una mano importante. La squadra ha bisogno di tutti e lui ci aiuterà molto».

Okay, ma andiamo un attimo oltre le frasi formali. Ad esempio, come lo vede un tridente composto da lei, Mario e Bacca?
«Sarebbe un ottimo tridente, perché Balotelli ha qualità che ci possono servire tantissimo. Non ci sarebbe alcun problema a giocare tutti e tre insieme».

Sull’accoppiata Bacca-Luiz Adriano si sono spesi fiumi di parole: come la vede il diretto interessato?
«Con Carlos mi trovo bene. Ogni allenamento che passa l’intesa migliora, e poi parliamo molto. Parliamo davvero tanto e questo giova all’intesa. Col passare del tempo miglioreremo ancora».

Come sta vivendo il clima pre-derby? Per lei non è una cosa nuova.
«Sono molto curioso ed emozionato per domenica. San Siro sarà uno spettacolo. Io arrivo da derby in cui si fermava un Paese intero, come in occasione delle sfide con la Dinamo Kiev (città diverse, ma in Ucraina il vero derby è quello, ndr ). E a Porto Alegre noi dell’Internacional ce la vedevamo col Gremio: anche lì, tutti si fermavano ed esisteva solo la partita».

Immaginiamo che anche Mihajlovic, visti i trascorsi nerazzurri, sia abbastanza teso. Lei come lo vede?
«Non noto cambiamenti, nemmeno in termini generali. Studiamo molto gli avversari, lui è molto attento sia in campo, sia alla lavagna. Ed è molto severo».

La Seleçao ce l’ha già detta. Quali sono gli altri obiettivi personali?
«A livello privato riavere accanto a me mia moglie Camilla e mia figlia Alicia, che ha due anni e mezzo. In termini calcistici fare più gol possibile, aiutare il Milan a tornare in Champions League e arrivare primo in campionato».

 

Redazione MilanLive.it