Toglietevi quella maglia!

Riccardo Montolivo Rodrigo Ely
Riccardo Montolivo, Rodrigo Ely e Luca Antonelli(Getty Images)

Doveva essere la partita del riscatto, invece è stata quella della vergogna e dell’umiliazione. Il Milan è stato letteralmente abbattuto dal Napoli e il risultato finale di 0-4 rispecchia fedelmente l’andamento della partita. Sul piano del gioco la squadra di Maurizio Sarri ha dominato, ma anche per quanto riguarda l’agonismo messo in campo. Proprio su quest’ultimo punto verte soprattutto la critica dei tifosi. Se si può accettare un gioco non propriamente brillante, figlio anche delle scelte sbagliate della società in sede di calciomercato (davvero si pensava di poter fare il bel giuoco caro al presidente con questi centrocampisti?), non si può invece tollerare di vedere dei giocatori che non lottano e che sono in balia dell’avversario.

Nel post-partita Zvonimir Boban ha giustamente detto che in questo Milan manca la personalità per indossare la maglia rossonera. Ha pienamente ragione. In troppi non si rendono conto di giocare in un club importante, seppur notevolmente ridimensionato rispetto gli anni d’oro, e di dover impegnarsi a fondo anche nel rispetto dei tifosi che devono puntualmente assistere a certi scempi. La stessa società non è da Milan, non si assume le proprie responsabilità quando sbaglia e cerca sempre capri espiatori (di solito gli allenatori).

A distanza di un anno ci troviamo persino di fronte ad un Milan ancora peggiore di quello di Filippo Inzaghi. E ciò un po’ stupisce visto che in estate degli acquisti sono stati effettuati, seppur non sufficienti a rendere la squadra veramente competitiva. Sinisa Mihajlovic si era presentato come il sergente di ferro che avrebbe fatto correre e sputare sangue ai suoi calciatori. Ma ad oggi ha fallito nei suoi intenti visto l’atteggiamento delle ultime partite. Serve un esame di coscienza da parte di tutti, così non si può andare avanti. Si può perdere, ma bisogna farlo con onore e dignità. A San Siro siamo stati asfaltati dal Napoli e se non ci sarà un cambio di rotta rischiamo veramente di fare un’altra annata fallimentare. Non ce lo possiamo permettere.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)