Maxi Lopez: “Milan, tra noi poteva andare diversamente. Mihajlovic? Che scontri con lui”

Maxi Lopez
Maxi Lopez esulta (Getty Images)

Maxi Lopez sta lavorando duramente per essere presente in Torino-Milan di sabato sera, la convocazione non sembra a rischio visto che la contrattura muscolare al polpaccio sembra superata e che si è allenato in gruppo, ma lui vuole essere più in forma possibile per magari riuscire a ottenere una maglia da titolare. L’argentino ci tiene molto a giocare questa partita, è infatti un ex rossonero voglioso di fare gol.

 

Il Corriere della Sera lo ha intervistato per capire qual è l’importanza di quella sfida sia per il Torino che per lui personalmente: «È una sorta di prova di maturità, la gara che ci spiegherà per quale traguardo possiamo lottare quest’anno. Non nascondo che da piccolo ero tifoso del Milan. Mi alzavo di notte per vedere in tv lo squadrone dove giocavano gli olandesi che asfaltavano tutti».

 

Maxi Lopez nel gennaio 2012 si trasferì in prestito dal Catania al Milan, ma prima di firmare rimase chiuso in un hotel perché si attendeva l’epilogo della trattativa per Carlos Tevez. Ricorda così quell’esperienza: «Mi stavo trasferendo in Premier, avevo ricevuto un’offerta economica importante. Poi si fece avanti il Milan, non potevo dire di no. Sarebbe potuta finire diversamente, pazienza. Ma almeno ho avuto la fortuna in quel periodo di conoscere giocatori che hanno fatto la storia del calcio italiano, da Gattuso a Nesta, da Ibrahimovic a Seedorf».

 

Sulla situazione attuale della squadra rossonera si è così espresso: «Non me l’aspettavo. L’undicesimo posto non è da Milan. Ma io conosco bene Sinisa, ha personalità. Certo, Milano non è una piazza semplice ma con una squadra del genere deve lottare per l’Europa».

 

Maxi Lopez conosce abbastanza bene Sinisa Mihajlovic per averlo avuto come allenatore sia a Catania che alla Sampdoria. Spiega così i loro rapporti: «Buoni, cioè a volte di amore e a volte di odio a causa delle nostre personalità. Ci siamo rinchiusi più volte a parlare animatamente in una stanza. Lui voleva che in campo seguissi sempre le sue indicazioni ma in gara a me piace talvolta seguire l’estro».

 

Redazione MilanLive.it