Philippe Mexes
Philippe Mexes (Getty Images)

Philippe Mexes ha ritrovato un posto da titolare nell’ultima giornata di campionato in cui il Milan ha pareggiato 0-0 contro l’Atalanta, una prestazione non convincente la sua come quella di tutta la squadra dopo il grande successo dell’Olimpico contro la Lazio in cui lui da subentrato aveva anche realizzato il gol del 2-0. Sabato sera c’è la Juventus e il difensore francese si gioca una maglia al fianco di Alessio Romagnoli.

 

Nel corso dell’intervista concessa al quotidiano Corriere dello Sport ha parlato proprio della sfida di Torino contro i bianconeri: «Si tratta sicuramente di una partita importante, soprattutto per noi. Siamo arrivati a un punto importante del campionato. Dobbiamo fare bene, questa deve essere la nostra svolta. Quella definitiva».

 

Quando gli viene chiesto se lui può essere il compagno di reparto ideale per Alessio Romagnoli risponde così: «Per Alessio non è stato semplice gestire il suo posto da titolare, considerati i soldi (25 milioni di euro; ndr) spesi per lui. Ma su questo non c’entra niente. Consigli? Certo, per migliorare deve stare più tranquillo, anche se non gioco cerco di supportarlo sempre».

 

Sinisa Mihajlovic non ha mai mostrato grande apprezzamento nei suoi confronti e Mexes spiega cosa è successo: «Mi sono chiarito da subito con lui prima che firmassi il contratto. C’è stata la possibilità di parlarci, ha avuto la possibilità di potermi conoscere e adesso mi apprezza. Quali erano i suoi dubbi? Sicuramente in allenamento le mie performances non sono le migliori come velocità e resistenza. Ma posso giocare sempre e ovunque, sono affidabile. La mia mentalità gli è piaciuta molto».

 

Il francese si sente un giocatore importante della squadra, anche se è consapevole di non essere un fuoriclasse come altri che in passato hanno giocato al suo posto in rossonero: «Io sono al quinto anno di Milan. Ho vissuto un cambiamento importante. Dal Milan di Nesta, Seedorf, Inzaghi, Ambrosini, Gattuso a quello attuale che non è andato bene, non ha ancora un’anima vincente come quello di prima. Anche se non sono Maldini o Nesta, ho cercato di dare il mio contributo in campo e fuori».

 

C’è chi ha creduto molto in lui come il presidente Silvio Berlusconi, che prima ha spinto molto per il suo rinnovo del contratto e poi ha impedito la cessione quando sembrava ormai ad un passo dalla Fiorentina: «Onestamente quando il presidente viene a Milanello ci parla come fosse un buon papà. Dice un sacco di cose: sui capelli, sugli orecchini, sui tatuaggi… Non ci siamo mai trovati da soli a parlare, ma penso che di me gli piaccia la mia tenacia, la voglia di non mollare mai». Il patron rossonero probabilmente vede in lui un leader: «Forse. Un po’ più leader rispetto agli altri. Ma essere leader non vuole dire essere più forte. Si sono accorti della mia sincerità. Sono sempre stato così, fra alti e bassi».

 

Infine Mexes si è così espresso su Mario Balotelli: «É un bravissimo ragazzo, ma ormai è diventato un personaggio, ha deciso di esserlo. È molto buono d’animo, ma anche un po’ incosciente. Talvolta esagera e sbaglia. Ha bisogno di aiuto, non può uscire da solo da questa situazione. Ma lo capisco: all’esterno non ha molti punti di riferimento. Sono molto contento che l’operazione abbia avuto buon esito».

 

Redazione MilanLive.it