Alessio Romagnoli (Getty Images)

Alessio Romagnoli, difensore centrale del Milan e della Nazionale Under 21 italiana, ha parlato poco fa ai microfoni di Milan Channel, rilasciando dichiarazioni sul momento personale e della formazione rossonera.

 

Il centrale parla di una squadra in crescita che dovrà continuare la strisca positiva:“Per diventare la squadra che pensiamo dobbiamo vincere più partite possibile, allungando la striscia positiva di risultati cercando di vincere anche sabato contro la Juventus. Arrivare al Milan a 20 anni con questa cifra è un bel masso da portarsi dietro, piano piano mi sono ambientato e sto cercando di dare sempre il massimo. Abbiamo poco tempo per preparare bene questa gara, molti erano in Nazionale, questa è una partita che parla da sé, saremo pronti. Tutti ci siamo aiutati, l’inizio del Campionato è stato duro, è un progetto nuovo e sapevamo che era necessario del tempo. Abbiamo lavorato giorno per giorno, con costanza negli allenamenti e ora i risultati stanno arrivando. Il mister ci chiede di dare il massimo ogni giorno. Mi trovo molto bene qui, mi sono trovato subito bene grazie ai miei compagni romani, Cerci e Bertolacci. Mi sono sentito subito parte del gruppo perché ho giocato subito in Coppa Italia e nel trofeo Tim. Anche il mister è stato molto importante perché mi ha voluto fortemente”.

 

Sui paragoni ai suoi predecessori e sulla sfida contro la Juventus ha detto: “Mi fa piacere quando mi paragonano a Nesta, ma per diventare come lui la strada è ancora molta lunga, io devo pensare solo a crescere. La Juve ha tanti giocatori di qualità, ma io non temo nessuno, Morata e Dybala secondo me sono quelli più pericolosi. Vedo una partita da 50 e 50, dobbiamo imporre il nostro gioco e dare il massimo. La Juve è forte e darà il 100% già sabato, resta sicuramente una delle favorite per lo Scudetto. Noi vogliamo arrivare in Champions, il terzo posto è l’obiettivo. Fiorentina e Napoli giocano un grande calcio, hanno messo in difficoltà tutte le squadre e sono le squadre che mi hanno più impressionato. A Roma non mi sentivo parte del progetto, poi quando ti chiama una squadra come il Milan… Io sono in Under 21, la Nazionale è un sogno per ogni giocatore, però penso all’Under 21. Non ho ancora esordito in Nazionale maggiore, ma una speranza c’è sempre. A Milanello si percepisce che sei in una grandissima squadra, con una grande storia”.

 

Redazione MilanLive.it