Stefano Sensi Amadou Diawara
Stefano Sensi & Amadou Diawara

CALCIOMERCATO MILANStefano Sensi e Amadou Diawara sono tra i giovani talenti di cui si parla di più in queste ultime settimane. Entrambi hanno richiamato le attenzioni delle più importanti società della Serie A, tra le quali il Milan, ma anche all’estero ci sono club che li stanno seguendo con interesse. Il primo ha 20 anni e gioca nel Cesena, mentre l’altro ne ha 18 e milita nel Bologna. La redazione di MilanLive.it ha intervistato in esclusiva Luca Mancini, presidente del San Marino, che conosce i due ragazzi molto bene per averli avuti in squadra lo scorso anno e che ci ha raccontato un po’ di aneddoti interessanti su di loro.

 

Presidente, iniziamo con parlare della storia di Sensi.

Quando ero direttore generale a Cesena dagli Allievi l’ho fatto andare prematuramente in Primavera, dove ha fatto una grande stagione, e l’anno dopo quando ho lasciato Cesena per acquistare il San Marino me lo sono portato dietro. Era uno dei più giovani della Lega Pro e ha iniziato giocando da play basso. C’era un allenatore spagnolo che portai da Cesena e che lo aveva sempre dipinto come un giocatore straordinario, diverso da quelli classici che cercavo i talent scout italiani, ovvero con fisico, gamba, forza e altezza. Lui era l’opposto: piccolo, rapido intelligente, con grande personalità, bravo sia col destro che col sinistro. Abbiamo creato un giocatore diverso nel calcio italiano. Due anni fa era titolare in Lega Pro, ha fatto il suo percorso crescendo e facendo vedere di essere diverso dagli altri. L’anno scorso alla seconda stagione in Lega Pro è esploso. La cosa strana è che nessuno nel calcio italiano nessuno si è mai accorto di lui. Stefano non viene dalla Luna, è da tre anni che dà spettacolo. Adesso a Cesena invece se ne sono tutti accorti. Lui è bravo a trovare gli spazi“.

 

Il paragone riproposto più volte tra Sensi e Verratti è opportuno?

No, assolutamente. E’ un altro abbaglio. In Italia abbiamo sempre bisogno dei dualismi, ma lui è unico. Verratti magari ha più gamba e progressione. Sensi ha maggiore visione di gioco, è diverso da Verratti. All’inizio mi sembrava più Pizzarro e poi Xavi, che alla sua età non era così bravo. Stefano dice sempre che il suo idolo è Xavi. Sensi ha rotto un po’ gli schemi per il suo modo di giocare, è diverso dagli altri. Per le sue capacità potrebbe giocare al Milan assolutamente“.

 

Passiamo ora a Diawara.

La sua storia è completamente diversa da quella di Sensi. L’abbiamo scovato in Nuova Guinea direttamente ed è arrivato a San Marino nel maggio del 2014. Rispetto a Stefano è un giocatore con maggiore forza fisica, più incontrista e bravissimo nella fase difensiva. Ha grande personalità, anche lui calcia bene sia di destro che di sinistro. E’ un bravissimo ragazzo. Ha esordito a febbraio 2015 facendo un percorso straordinario. Lui e Sensi erano i fari della squadra. Diawara giocava play basso e Stefano è stato alzato nel ruolo di trequartista. Hanno fatto spettacolo. Possono ricoprire lo stesso ruolo, ma con caratteristiche diverse. Diawara quando l’ho visto mi ha ricordato Yaya Tourè e penso che la Premier League possa essere il suo campionato. Anche se due settimane fa si è fatto avanti il Borussia Dortmund con un’offerta“.

 

Quali big della Serie A lo hanno cercato?

La Juventus, l’Inter e anche il Milan. I rossoneri volevano prenderlo attraverso la Lucchese. La Juve non ha avuto coraggio, l’Inter aveva problemi di fair play finanziario. Il Bologna lo ha voluto più di tutti e Corvino se lo ha preso dopo averlo seguito molto”.

 

Ricapitolando, sia Sensi che Diawara sono dunque due giocatori sui quali consiglia al Milan di investire?

Assolutamente, per personalità loro sono micidiali. Loro chiudono le orecchie e vanno avanti quando ci sono critiche. Possono fare errori, ma hanno un grado di sopportazione della pressione importante. C’è l’hanno nel DNA. E possono giocare insieme, capiscono di calcio e sanno adattarsi. Se devono apprendere qualcosa lo fanno molto velocemente. Quando un giocatore ha personalità, classe e intelligenza non sbagliano“.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)