Sinisa Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic (Getty Images)

Questione di modulo. Il Milan, con l’arrivo di Sinisa Mihajlovic, ha deciso di puntare inizialmente sul 4-3-1-2. Uno schema da sempre nel DNA rossonero e utilizzato dal serbo anche alla guida della Sampdoria. L’assenza di un vero e proprio trequartista (né Keisuke Honda e né Giacomo Bonaventura avevano convinto) ha costretto Mihajlovic ad optare per un 4-3-3 con l’inserimento e la valorizzazione di Alessio Cerci: un sistema di gioco che aveva fornito ottime indicazioni, con le vittorie contro Sassuolo, Chievo e Lazio. Poi il pareggio con l’Atalanta e quindi la sconfitta contro la Juventus a Torino ha rimesso nuovamente tutto e tutti in discussione: a parte dall’allenatore, passando per giocatori e dirigenza.

 

Prima della sosta natalizia, il Milan affronterà in serie Sampdoria, Verona, Carpi e Frosinone: la società vuole 12 punti, e non sembra un traguardo così impossibile. Per farlo, Mihajlovic si affida ad una svolta, nuovamente tattica, a partire proprio dalla sfida di sabato con i blucerchiati: addio al 4-3-3 e benvenuto al 4-4-2, finalmente. A confermarlo è stato Carlo Pellegatti nel servizio andato in onda durante la trasmissione Sportmediaset. Si tratterebbe del terzo modulo cambiato in tre mesi: Cerci e Bonaventura sugli esterni, Luiz Adriano al fianco di Carlos Bacca in avanti.

 

Inoltre, per la partita contro la Sampdoria, Mihajlovic spera di recuperare Andrea Bertolacci, ancora out dopo la lesione muscolare subita contro la Lazio. L’ex Genoa è già stato impiegato da centrocampista centrale in una linea a quattro da Giampiero Gasperini e potrebbe essere una vera e propria arma in più.

 

Redazione MilanLive.it