Giacomo Bonaventura
Giacomo Bonaventura (Getty Images)

Probabilmente non era mai capitato ad Adriano Galliani di vedere piangere di gioia e commozione un calciatore subito dopo la firma del contratto con il Milan. E’ successo il 1 settembre 2014 al buon Giacomo Bonaventura, che in extremis firmò con i rossoneri dopo essere stato persino ad un passo dall’Inter. Il duttile centrocampista proveniente da quella grande scuola di calcio che è l’Atalanta ha subito mostrato doti umane straordinarie e non banali, come l’umiltà, il sacrificio, persino la bontà e naturalezza d’animo.

La Gazzetta dello Sport ha voluto elogiare quest’oggi carattere e utilità tattica di Jack; un soprannome non casuale il suo, che ricorda una delle carte del mazzo francese più alte ed importanti. Oppure un connettore utile per collegare e trasmettere segnali audio e video, un po’ come il ruolo che spesso ha nella formazione del Milan, fondamentale in varie situazioni di gioco. Un jolly vero e proprio che giocherebbe titolare in quasi tutte le grandi squadre del campionato italiano, mezz’ala o attaccante poco cambia.

Difficile che Bonaventura possa steccare una prestazione completamente, da inizio stagione è sempre risultato uno dei pochi a salvarsi con dignità, anche nelle debacle più pesanti. La gara di Coppa Italia contro il Crotone ha sintetizzato l’importanza per Sinisa Mihajlovic di averlo a disposizione: lasciato inizialmente fuori dai convocati, è stato richiamato in extremis e messo in campo nel momento di maggiore crisi tattica della sua squadra. Risultato: gioiello su punizione ‘alla Pirlo’ e vittoria rossonera. Mica roba da poco.

 

Redazione MilanLive.it