niang
M’Baye Niang (getty images)

Sembra essere un giocatore completamente nuovo quello rientrato quest’estate al Milan dal prestito al Genoa, il caso ha però voluto che tutti se ne accorgessero solamente dopo qualche mese poiché M’Baye Niang non ha potuto mettersi immediatamente al servizio della squadra a causa dell’intervento subito in agosto per risolvere un problema al quinto metatarso del piede. Una volta rientrato, però, il gioiellino francese classe 1994 ha stupito tutti mettendo in campo doti tecniche da vero e proprio predestinato: al ritorno da titolare contro la Sampdoria ha letteralmente preso per mano la squadra rossonera trascinandola al 4-1 finale con la propria doppietta e contribuendo più di chiunque altro a rendere la partita del 28 novembre la migliore giocata da tutto il Milan targato Sinisa Mihajlovic.

A posteriori tutti bravi a valutare l’ex Genoa come potenziale nuovo crack del nostro campionato, tutti incredibilmente d’accordo che Niang alla fine dei conti è meglio che giochi nel ruolo che ricopriva prima ancora che venisse acquistato nell’estate del 2012 dal Caen. Dopo le numerose peripezie compiute al Milan (dall’episodio dello scambio di persona con l’ex rossonero Bakaye Traorè all’incredibile errore societario che gli costò l’esclusione dalla lista dei giocatori convocabili per la fase finale dell’edizione 2013/14 della Champions League) il quasi 21enne sembra pronto e maturo per giocarsi un ruolo da autentico protagonista con indosso la maglia del Diavolo.

Proprio a fronte di quanto detto può quantomeno lasciare perplessi l’ipotesi paventata in questi giorni di un possibile impiego di Niang contro l’Hellas Verona nell’insolito ruolo di esterno di centrocampo al posto dell’ex granata Alessio Cerci: siamo proprio sicuri che arrivati a questo punto della stagione, con il ragazzo in procinto di esplodere da un momento all’altro, sia cosa buona e giusta schierarlo in una posizione diversa da quella in cui ha già dimostrato di poter essere decisivo, se non letale? Dopo anni trascorsi a giocare da ala destra in un attacco a 3 e aver ottenuto risultati positivi esclusivamente giocando da prima punta (come a Genova) perchè continuare a sfruttare, nel vero senso della parola, le importanti doti atletiche del ragazzo facendolo correre su e giù per la fascia nonostante i forti segnali, quasi d’insofferenza, lanciati dal giocatore stesso anche alla stampa?

Queste sono domande a cui solo l’allenatore del Milan potrebbe rispondere; in ogni caso questa vicenda rischia di diventare l’emblema della pochezza che attualmente contraddistingue la rosa a disposizione di Mihajlovic: se il tecnico fosse infatti costretto a schierare uno dei suoi attaccanti migliori fuori ruolo per far fronte ad un calo fisico di un esterno, probabilmente, qualche ritocco in sede di campagna acquisti andrebbe fatto.

 

Christian Marziano (segui @c_marziano su Twitter)