Davide Calabria vs Jonathan Biabiany (©Getty Images)
Davide Calabria vs Jonathan Biabiany (©Getty Images)

Nell’estate 2014 il trasferimento al Milan di Jonhatan Biabiany era praticamente ultimato. Mancava soltanto l’ufficialità, ma il giocatore aveva già posato per la foto ufficiale con la sciarpa rossonera. Alla fine il trasferimento venne annullato perché nel corso delle visite mediche era stato scoperto un problema al cuore. Un’aritmia cardiaca che lo ha tenuto fuori dal campo per parecchi mesi, poi l’arrivo all’Inter dove in questa stagione sta scalando le gerarchie nella rosa di Roberto Mancini. Ai microfoni di Sportweek, inserto de ‘La Gazzetta dello Sport’, l’esterno d’attacco francese ha parlato del suo problema cardiaco: “Il primo mese di malattia è stato il peggiore: continuavo a fare visite, esami, a cambiare specialisti, ma non avevo mai un quadro clinico chiaro. Poi il professor Bagish mi ha confermato la diagnosi del professor Carù e – riportano i colleghi di fcinternews.it – mi ha tranquillizzato. Pensavo che la mia carriera fosse finita, anche se all’esterno mi mostravo positivo. Di sicuro lo pensava un sacco di gente intorno a me. Ho anche avuto paura di morire, soprattutto all’inizio. Ma non l’ho mai ammesso, finora”.

Sul suo ritorno in nerazzurro: “L’Inter è la mia squadra del cuore, lo è sempre stata anche quando sono stato in giro a fare esperienza. Infatti per due volte sono tornato qua, a casa. E ho avuto la fortuna di farlo anche dopo quello che ho passato l’anno scorso”.

Sul suo arrivo quasi ultimato al Milan, nonostante l’Inter sia ‘la squadra del cuore’: “Sono ambizioso: ero a Parma da quattro anni e cercavo una squadra di livello superiore, era un’ottima occasione. Poi mi hanno riscontrato l’aritmia cardiaca ed è stato un grande spavento. Avevo fatto il ritiro col Parma, stavo bene, non avevo sintomi. Ero terrorizzato per la mia salute: ho moglie e figli e vivo per loro, non per il calcio”. 

Ancora sulla sua malattia: “Adesso sto molto attento ai segnali che lancia il mio corpo, mi hanno spiegato quali sono i sintomi che mi devono allarmare, quindi sono sempre in ‘ascolto’. Mi copro di più, mangio meglio, mi copro bene per non ammalarmi perché mi hanno spiegato che l’aritmia può essere stata scatenata da una febbre trascurata. Non do più nulla per scontato. Adesso vivo intensamente ogni momento della mia giornata e mi godo di più la famiglia e gli amici”.

 

Giacomo Guffrida – Redazione MilanLive.it