Gianni Rivera
Gianni Rivera (©Getty Images)

Una delle leggende del Milan, Gianni Rivera, ha detto la sua sul periodo grigio che sta attraversando la sua ex squadra. Intervistato dai colleghi del videoforum di ‘Repubblica TV’, il ‘Golden Boy’ ha parlato a 360° del mondo rossonero e non: “L’idea di puntare su allenatori giovani può aver impedito un assestamento dello spogliatoio. Servirebbe un tecnico più abituato ad avere rapporti con i giocatori. La società ha convinto qualcuno a smettere di giocare per allenare, e ora c’è chi ha smesso anche di allenare…Qualcosa non funziona. Restare un altro anno fuori dall’Europa sarebbe un mezzo disastro. Lo dicono in società, non io. Anzi, – riporta Repubblica.it – lo dicono tutti…”.

Sul suo rapporto con Silvio Berlusconi e sulle dure parole di Paolo Maldini nei confronti della società: “Con Berlusconi io non ho mai avuto scontri. Semplicemente, rappresentiamo due culture diverse. E in questo senso penso che Maldini oggi stia vivendo la stessa situazione che ho vissuto io tempo fa. Io, come lui, credo di avere una grande personalità e potevo in qualche modo creare delle ombre. Conosco Berlusconi da tantissimi anni e con lui non ho avuto frizioni particolari, ma evidentemente non accetta che qualcuno abbia una personalità che possa mettersi sul suo stesso livello. Io ho lo stesso rapporto con tutti, dal portinaio al grande imprenditore. Forse lui non ci riesce”.

Sulla situazione relativa alla cessione del 48% delle quote rossonero a Bee Taechaubol, Rivera risponde: “Credo che tutti vogliano capire cosa sta succedendo. Non so se Berlusconi lo abbia già capito…Se non arriva mai la definizione della vicenda ci deve essere qualche problema per sistemare tutto”.

Sull’Italia di Antonio Conte in vista di Euro 2016: “Dobbiamo lavorare per arrivare almeno tra le prime quattro, è l’obiettivo minimo. Tutto il resto sarebbe un po’ una delusione. Il girone non è facilissimo (Belgio, Svezia e Irlanda) ma arrivare in semifinale è fattibile”.

Sulla possibilità di subentrare a Carlo Tavecchio nella poltrona di presidente della FIGC: “Lo escludo. Un presidente c’è già. Forse una volta avrei potuto fare il commissario, lo cercava la giunta Coni. L’idea piaceva alla destra, i miei avversari, ma non fui sostenuto dai “miei”, il centrosinistra”. Certo, un presidente, Carlo Tavecchio, c’è già, anche se spesso è al centro di polemiche. “Ha un carattere un po’ caldo, a volte vuole dire una cosa positiva ma per come la dice viene messo in evidenza un aspetto negativo. Ad esempio, la famosa frase su Optì Pobà: era detta in senso positivo, per dire che in Italia c’è spazio per tutti. Il problema è di comunicazione…”.

Ancora sul Milan e in particolare sui problemi del calcio italiano: “Tutte le squadre italiane, non solo il Milan, non sono in grado, oggi, di prendere grandissimi giocatori stranieri: quelli veramente bravi ormai sono pochi e vanno dove ci sono grandi mezzi finanziari, in società di enorme peso economico. Bisogna quindi avere pazienza e puntare sul settore giovanile: le mamme italiane sforneranno ancora campioni, no? Va anche detto comunque che sul piano del gioco è un campionato aperto: ora l’Inter ha trovato un equilibrio interno e comincia a segnare di più rispetto agli 1-0 iniziali, ma sarà battaglia fino alla fine”.

Dopo i numerosi scandali che hanno colpito negli anni la Serie A, scandalo scommesse compreso, il massimo campionato ha forse perso parecchia credibilità. A tal proposito Rivera risponde: “E’ ancora credibile. Spesso le scommesse vengono scoperte nel calcio minore. Però secondo me da quando sono state legalizzate la situazione è peggiorata. La stessa pubblicità delle scommesse dice che sono pericolose…non capisco. Io le vieterei tutte, non solo quelle sullo sport”.

Nell’occasione Rivera ha presentato la sua autobiografia: “Impegnativa perché ci ho messo dentro davvero tutto. Quindi state tranquilli: è stata la prima e l’ultima volta – risponde ridendo (ndr) – Abbiamo scelto di venderla online sul mio sito anche perché abbiamo avuto problemi con gli editori che volevano fare il libro solo scritto. Io invece volevo inserirci anche la parte visiva, le immagini, gli articoli di giornale”.

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it